MILANO - Prima i polli avariati, poi la mancanza di patate fritte. Non c'è pace in Giappone per McDonald's che continua a registrare cali di vendite senza aver un piano per invertire la rotta. Anzi, un piano ci sarebbe: la società ha dato mandato a una serie di agenzie di rilanciare l'immagine del gruppo, per il momento, però, i risultati non si vedono.
McDonald's si mette a dieta.
Preoccupa, piuttosto, che da domani i negozi giapponesi venderrano solo patatine taglia "small", altrimenti i fast food più famosi del mondo rischiano di rimanere senza materie prime. Colpa di una battaglia sindacale che da maggio blocca i porti americani della costa occidentale mettendo in crisi il commercio via mare: da ovest passa il 40% delle importazioni americane. E soprattutto gran parte dell'export verso l'Asia.
Il Giappone, peraltro, è il primo importare dagli Usa di patate fritte surgelate: solo lo scorso anno ne ha comprati 340 milioni di dollari. Per difendere la propria immagine McDonald's ha spedito via aerea mille tonnellate di patate - con costi fuori da ogni logica di mercato -, mentre altre 1.600 tonnellate arriveranno via mare partendo dai porti della costa est, ma non giungeranno a destinazione prima di febbraio.
Per evitare di non poter più servire patatine fritte, dunque, McDonald's le venderà solo in piccole porzioni applicando anche uno sconto del 7,5% ai menù. Un problema in più per il gruppo che già prevede un rosso di 64 milioni di dollari con un calo delle vendite del 13% nei nove mesi che si chiuderanno a dicembre. Il trasporto via aereo ha fatto esplodere i costi delle materie prime già gonfiati, peraltro, dalla debolezza dello yen.
A luglio le vendite del gruppo erano crollate dopo l'esplosione dello scandalo che in Cina aveva travolto il suo fornitore di carne: la società avrebbe venduto carne scaduta senza rispettare una serie di norme di sicurezza.
McDonald's si mette a dieta.
Preoccupa, piuttosto, che da domani i negozi giapponesi venderrano solo patatine taglia "small", altrimenti i fast food più famosi del mondo rischiano di rimanere senza materie prime. Colpa di una battaglia sindacale che da maggio blocca i porti americani della costa occidentale mettendo in crisi il commercio via mare: da ovest passa il 40% delle importazioni americane. E soprattutto gran parte dell'export verso l'Asia.
Il Giappone, peraltro, è il primo importare dagli Usa di patate fritte surgelate: solo lo scorso anno ne ha comprati 340 milioni di dollari. Per difendere la propria immagine McDonald's ha spedito via aerea mille tonnellate di patate - con costi fuori da ogni logica di mercato -, mentre altre 1.600 tonnellate arriveranno via mare partendo dai porti della costa est, ma non giungeranno a destinazione prima di febbraio.
Per evitare di non poter più servire patatine fritte, dunque, McDonald's le venderà solo in piccole porzioni applicando anche uno sconto del 7,5% ai menù. Un problema in più per il gruppo che già prevede un rosso di 64 milioni di dollari con un calo delle vendite del 13% nei nove mesi che si chiuderanno a dicembre. Il trasporto via aereo ha fatto esplodere i costi delle materie prime già gonfiati, peraltro, dalla debolezza dello yen.
A luglio le vendite del gruppo erano crollate dopo l'esplosione dello scandalo che in Cina aveva travolto il suo fornitore di carne: la società avrebbe venduto carne scaduta senza rispettare una serie di norme di sicurezza.