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Smartphone cinesi a peso d'oro: Xiaomi valutata 45 miliardi di dollari

La startup ha raccolto 1,1 miliardi di capitali e ha registrato una valorizzazione da record, che la proietta sopra le altre giovani aziende della Silicon Valley come Uber. In passato solo Facebook aveva fatto meglio. Il fondatore: "Nessuna quotazione fino al 2018"

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MILANO - Non è di casa nella Silicon Valley, ma sta in Cina la startup tecnologica di maggior valore al mondo. Si tratta di Xiaomi ed è la produttrice di smartphone low-cost che contende al colosso Lenovo il vasto mercato del colosso asiatico. Dopo l'ultimo round di finanziamenti per 1,1 miliardi di dollari, Xiaomi ha registrato una valorizzazione record da 46 miliardi di dollari, compresi i nuovi capitali.

Come riporta il Wall Street Journal, il produttore di smartphone low-cost ha superato tutte le rivali sostenute da venture capital, compresa Uber Technologies: l'app degli autisti fai-da-te, osteggiata dai tassisti e dalle autorità di mezzo mondo, si ferma a 41 miliardi e dovrà dimostrare di essere all'altezza delle aspettative degli investitori. In molti, infatti, vedono dietro queste valutazioni da capogiro il montare di una nuova bolla legata al comparto tecnologico, che ricorda quella di inizio secolo.

In passato, comunque, solo Facebook aveva fatto meglio: nel 2011 la società fondata da Mark Zuckerberg aveva raccolto investimenti privati, compresi quelli di Goldman Sachs, che all'epoca ne avevano fatto salire la valutazione a 50 miliardi.

Xiaomi, fondata da Lei Jun, si è affermata in soli quattro anni sul mercato cinese degli smartphone, il maggiore al mondo con oltre 500 milioni di utenti. "Questo round di finanziamenti conferma quanto Xiaomi ha ottenuto in oltre quattro anni di attività ed è il preludio di una nuova fase di sviluppo", ha detto Lei Jun.

La valutazione attuale, fatta fuori dal mercato borsistico, proietta Xiaomi a tre volte il valore di Leonovo, attribuito sulla Borsa di Hong Kong. Il suo fondatore ha detto recentemente che non è prevista alcuna Ipo prima del 2018, intanto la società cinese incassa una netta rivalutazione rispetto ai 10 miliardi di dollari che le erano stati attribuiti in un precedente giro di raccolta di capitali, nell'agosto 2013.