MILANO - Un assegno da 5,1 miliardi di yuan, circa 820 milioni di dollari (poco meno di 690 milioni di euro), sta per partire dalla Germania in direzione della Cina. Lo stacca la casa automobilistica tedesca Bmw ed è diretto ai distributori nel Paese asiatico, con arrivo previsto entro la fine di febbraio.
Secondo quanto riporta Bloomberg, la casa tedesca avrebbe deciso di indennizzare in questo modo i distributori cinesi, compensando le perdite che hanno incassato a seguito del rallentamento delle vendite. Si tratta del maggior risarcimento mai versato da un'azienda produttrice di auto alla sua rete di venditori. L'agenzia finanziaria Usa spiega che sono ancora in corso le trattative tra il quartier generale di Monaco e i dealer sul territorio asiatico per quanto riguarda gli obiettivi di vendite dell'anno.
Bmw, dal canto suo, ha riconosciuto di aver "trovato un compromesso sulle misure di ottimizzazione dell'attività" con lo scopo "di superare assieme le sfide a breve termine e guardare al partenariato di lungo termine in un'ottica win-win", cioè in grado di premiare entrambe le parti. Bisogna considerare che per il produttore europeo la Cina rappresenta il maggior mercato: tra il gennaio e il novembre scorso, dicono gli ultimi dati, ha consegnato oltre 415mila vetture attraverso una rete di 440 intermediari, cui si aggiungono altri 100 distributori per il marchio Mini.
Il gruppo tedesco, interpellato, non ha fornito indicazioni relative alla cifra che sarà assegnata ai distributori cinesi. Questi, nel novembre scorso, hanno registrato il maggior numero di stock di magazzino invenduto dall'agosto 2013, anche a seguito delle decisioni di molte municipalità che hanno introdotto limiti alle quattro ruote per contenere l'inquinamento. In ogni caso, la mossa di Bmw mette ora pressione sulle altre grandi case internazionali. Bloomberg cita l'esempio di Toyota, che si ritrova con almeno il 10% dei dealer pronti a lasciare la rete di vendita vista l'impossibilità di fare soldi.
Secondo quanto riporta Bloomberg, la casa tedesca avrebbe deciso di indennizzare in questo modo i distributori cinesi, compensando le perdite che hanno incassato a seguito del rallentamento delle vendite. Si tratta del maggior risarcimento mai versato da un'azienda produttrice di auto alla sua rete di venditori. L'agenzia finanziaria Usa spiega che sono ancora in corso le trattative tra il quartier generale di Monaco e i dealer sul territorio asiatico per quanto riguarda gli obiettivi di vendite dell'anno.
Bmw, dal canto suo, ha riconosciuto di aver "trovato un compromesso sulle misure di ottimizzazione dell'attività" con lo scopo "di superare assieme le sfide a breve termine e guardare al partenariato di lungo termine in un'ottica win-win", cioè in grado di premiare entrambe le parti. Bisogna considerare che per il produttore europeo la Cina rappresenta il maggior mercato: tra il gennaio e il novembre scorso, dicono gli ultimi dati, ha consegnato oltre 415mila vetture attraverso una rete di 440 intermediari, cui si aggiungono altri 100 distributori per il marchio Mini.
Il gruppo tedesco, interpellato, non ha fornito indicazioni relative alla cifra che sarà assegnata ai distributori cinesi. Questi, nel novembre scorso, hanno registrato il maggior numero di stock di magazzino invenduto dall'agosto 2013, anche a seguito delle decisioni di molte municipalità che hanno introdotto limiti alle quattro ruote per contenere l'inquinamento. In ogni caso, la mossa di Bmw mette ora pressione sulle altre grandi case internazionali. Bloomberg cita l'esempio di Toyota, che si ritrova con almeno il 10% dei dealer pronti a lasciare la rete di vendita vista l'impossibilità di fare soldi.