MILANO - Leadership e cambiamento. Il premier italiano, Matteo Renzi racconterà al gotha dell'economia mondiale riunito per il World Economic Forum l'esperienza di una leadership che punta sulla trasformazione, sul cambiamento. "Trasformational Leadership", è il gioco di parole scelto dagli organizzatori con un neologismo per l'intervento. Renzi in particolare spiegherà cosa è richiesto a un leader come trasformare una comunità e un paese nel nuovo contesto globale.
Ma ci sarà anche un altro leader italiano sul quale saranno puntati gli occhi di banchieri, economisti e capitani d'azienda riuniti da mercoledì prossimo nel Cantone dei Grigioni. E' Mario Draghi. Proprio mentre a Davos si parlerà di futuro e di geopolitica, deciderà a Francoforte di imbracciare il bazooka del Quantitative Easing. Il presidente della Bce sarà così il convitato di pietra del summit di quest'anno: non ci sarà ma inevitabilmente influenzerà i 280 dibattiti ufficiali, ai quali si sommano i molti incontri d'affari one to one che il Wef favorisce.
Già perché in una Davos più blindata del solito dopo i recenti attentati di Parigi, sono attesi 2.500 partecipanti da oltre 140 Paesi. I soli capi di Stato saranno 40. Oltre a Renzi ci saranno Angela Merkel, Francois Hollande e il primo ministro cinese Li Keqiang. Ma poi ci sono top manager (tra loro i vertici di Telecom, Eni, Enel, Generali), banchieri (per l'Italia il governatore Ignazio Visco), economisti, premi nobel e anche star dello spettacolo. Ci sarà, ad esempio, il tenore Bocelli. Per l'Italia ci saranno anche i ministri degli Esteri, Paolo Gentiloni e dell'economia, Pier Carlo Padoan, che insieme a Visco è considerato tra i candidati al Quirinale.
Per dare il senso di quanto la piccola località montana sarà affollata, basta pensare che tra il 21 e il 24 gennaio l'aeroporto di Zurigo - dal quale i leader arrivano in elicottero e i peones con un viaggio di tre ore in pullman o in treno - prevede circa 1.100 movimenti aerei supplementari.
Inutile dire che esercito e gendarmeria non risparmieranno risorse: ci saranno circa 3.000 agenti in strada, che ovviamente si sommeranno agli uomini della sicurezza dei diversi Paesi.
Già, perchè dopo gli attentati di Parigi, non ci sono solo le novità economiche a interessare i partecipanti al convegno. Il tema del World Economic Forum è "il nuovo contesto globale".
E l'ultimo survey reso noto dal Wef sui 10 principali rischi del mondo quelli 'geopolitici' e in particolare i conflitti tra gli Stati: l'Ucraina da una parte - un'altra assenza eccellente è quella di Putin - e la Siria dall'altra. La "crisi" è relegata al quarto posto, la disoccupazione al quinto. La bolla dei mercati non tiene più banco. Piuttosto nel nuovo contesto globale non si può non tener conto del petrolio, con il braccio di ferro tra produttori che sta facendo crollare il prezzo dell'oro nero.
E, tradizionalmente, i top manager delle più grandi compagnie e i ministri del petrolio dei Paesi Arabi organizzano un incontro riservato, fuori dal forum, in un hotel del paesino montano. Poi ci saranno le scelte della Bce. Che certo avranno grande influenza sull'economia. Un assaggio c'è già stato con la decisione della Banca centrale Svizzera di sganciare il Franco dall'Euro che ha fatto crollare la divisa del Paese. Gli esportatori locali sono imbufaliti e, per le imprese e i loro staff, il costo della "trasferta", che già non è da sottovalutare, è lievitato di quasi il 20 per cento in un solo giorno. Una stanza doppia Al Belvedere, ad esempio, costa 1.000 franchi svizzeri, fino a qualche giorno fa si traduceva in 850 euro, ora ne servono oltre mille. Una bottiglia di Dom Perignon all'Hotel Seehof prima veniva 343 dollari, ora 400.
E non è un caso che qualche azienda ha già deciso di rinunciare ad organizzare cene serali troppo allargate. Davos, in ogni caso, per sarà l'occasione per chiudere affari e fissare incontri. Tutto è concentrato nelle due strade a valle della 'Montagna Incantata' descritta da Thomas Mann. Ne approfitterà anche Renzi per fare pubblic relations. Dopo l'intervento nella Congress Hall, ha così in programma un incontro con il presidente del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), Thomas Bach insieme al presidente del Coni, Giovanni Malagò. Sul tavolo ci sarà il tema della candidatura di Roma i giochi olimpici del 2024. (ansa)
Ma ci sarà anche un altro leader italiano sul quale saranno puntati gli occhi di banchieri, economisti e capitani d'azienda riuniti da mercoledì prossimo nel Cantone dei Grigioni. E' Mario Draghi. Proprio mentre a Davos si parlerà di futuro e di geopolitica, deciderà a Francoforte di imbracciare il bazooka del Quantitative Easing. Il presidente della Bce sarà così il convitato di pietra del summit di quest'anno: non ci sarà ma inevitabilmente influenzerà i 280 dibattiti ufficiali, ai quali si sommano i molti incontri d'affari one to one che il Wef favorisce.
Già perché in una Davos più blindata del solito dopo i recenti attentati di Parigi, sono attesi 2.500 partecipanti da oltre 140 Paesi. I soli capi di Stato saranno 40. Oltre a Renzi ci saranno Angela Merkel, Francois Hollande e il primo ministro cinese Li Keqiang. Ma poi ci sono top manager (tra loro i vertici di Telecom, Eni, Enel, Generali), banchieri (per l'Italia il governatore Ignazio Visco), economisti, premi nobel e anche star dello spettacolo. Ci sarà, ad esempio, il tenore Bocelli. Per l'Italia ci saranno anche i ministri degli Esteri, Paolo Gentiloni e dell'economia, Pier Carlo Padoan, che insieme a Visco è considerato tra i candidati al Quirinale.
Per dare il senso di quanto la piccola località montana sarà affollata, basta pensare che tra il 21 e il 24 gennaio l'aeroporto di Zurigo - dal quale i leader arrivano in elicottero e i peones con un viaggio di tre ore in pullman o in treno - prevede circa 1.100 movimenti aerei supplementari.
Inutile dire che esercito e gendarmeria non risparmieranno risorse: ci saranno circa 3.000 agenti in strada, che ovviamente si sommeranno agli uomini della sicurezza dei diversi Paesi.
Già, perchè dopo gli attentati di Parigi, non ci sono solo le novità economiche a interessare i partecipanti al convegno. Il tema del World Economic Forum è "il nuovo contesto globale".
E l'ultimo survey reso noto dal Wef sui 10 principali rischi del mondo quelli 'geopolitici' e in particolare i conflitti tra gli Stati: l'Ucraina da una parte - un'altra assenza eccellente è quella di Putin - e la Siria dall'altra. La "crisi" è relegata al quarto posto, la disoccupazione al quinto. La bolla dei mercati non tiene più banco. Piuttosto nel nuovo contesto globale non si può non tener conto del petrolio, con il braccio di ferro tra produttori che sta facendo crollare il prezzo dell'oro nero.
E, tradizionalmente, i top manager delle più grandi compagnie e i ministri del petrolio dei Paesi Arabi organizzano un incontro riservato, fuori dal forum, in un hotel del paesino montano. Poi ci saranno le scelte della Bce. Che certo avranno grande influenza sull'economia. Un assaggio c'è già stato con la decisione della Banca centrale Svizzera di sganciare il Franco dall'Euro che ha fatto crollare la divisa del Paese. Gli esportatori locali sono imbufaliti e, per le imprese e i loro staff, il costo della "trasferta", che già non è da sottovalutare, è lievitato di quasi il 20 per cento in un solo giorno. Una stanza doppia Al Belvedere, ad esempio, costa 1.000 franchi svizzeri, fino a qualche giorno fa si traduceva in 850 euro, ora ne servono oltre mille. Una bottiglia di Dom Perignon all'Hotel Seehof prima veniva 343 dollari, ora 400.
E non è un caso che qualche azienda ha già deciso di rinunciare ad organizzare cene serali troppo allargate. Davos, in ogni caso, per sarà l'occasione per chiudere affari e fissare incontri. Tutto è concentrato nelle due strade a valle della 'Montagna Incantata' descritta da Thomas Mann. Ne approfitterà anche Renzi per fare pubblic relations. Dopo l'intervento nella Congress Hall, ha così in programma un incontro con il presidente del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), Thomas Bach insieme al presidente del Coni, Giovanni Malagò. Sul tavolo ci sarà il tema della candidatura di Roma i giochi olimpici del 2024. (ansa)