MILANO - Cresce il valore delle operazioni di fusione e acquisizione (m&a) in giro per il mondo, con la prospettiva di ripetere l'incremento anche nell'anno da poco iniziato, ma l'Italia fatica a tenere il passo. Per il Belpaese, per altro, è significativo che le operazioni più importanti abbiano riguardato società come Gtech (la ex Lottomatica) e Fca (Fiat-Chrysler) che per crescere hanno dovuto guardare all'estero, trasferendo anche la propria sede legale e fiscale fuori dai confini nazionali.

Secondo un report di E&Y, nel 2014 il mercato m&a a livello globale ha raggiunto un valore pari a 3.200 miliardi di dollari, in crescita del 30% rispetto al 2013. Si tratta del quarto anno più importante nella storia dopo il 2007 (4.100 miliardi di dollari), il 2006 (3.500 miliardi di dollari) e solo 40 miliardi di dollari in meno rispetto al 2000, anno boom del settore Internet. L'anno scorso si è caratterizzato per le operazioni di grande valore, con 32 affari conclusi per valori superiori ai dieci miliardi di dollari. Le operazioni di M&A guidate dai Private equity (fondi d'investimento speculativi) sono cresciute del 27% in termini di valore e del 68% in volume, per gli affari compresi tra 1 e 5 miliardi di dollari.
In questo contesto, in Italia il valore delle operazioni è risultato pari a 48 miliardi di dollari, in calo del 6,1% rispetto all'anno precedente. I volumi sono cresciuti invece del 6,7%, grazie alle 702 operazioni censite.
Secondo E&Y, sono cinque i trend principali che nel corso del 2015 dovrebbero garantire al mercato di mantenere gli stessi ritmi di crescita: la presenza di operazioni in rampa di lancio ad alto valore; la possibilità di veder crescere anche i deal di medio valore; l'incremento delle operazioni transcontinentali tra Ue e Usa e il ruolo accresciuto di Cina e Giappone; il ruolo strategico degli operatori di private equity; le operazioni di spinoff,

Secondo un report di E&Y, nel 2014 il mercato m&a a livello globale ha raggiunto un valore pari a 3.200 miliardi di dollari, in crescita del 30% rispetto al 2013. Si tratta del quarto anno più importante nella storia dopo il 2007 (4.100 miliardi di dollari), il 2006 (3.500 miliardi di dollari) e solo 40 miliardi di dollari in meno rispetto al 2000, anno boom del settore Internet. L'anno scorso si è caratterizzato per le operazioni di grande valore, con 32 affari conclusi per valori superiori ai dieci miliardi di dollari. Le operazioni di M&A guidate dai Private equity (fondi d'investimento speculativi) sono cresciute del 27% in termini di valore e del 68% in volume, per gli affari compresi tra 1 e 5 miliardi di dollari.
In questo contesto, in Italia il valore delle operazioni è risultato pari a 48 miliardi di dollari, in calo del 6,1% rispetto all'anno precedente. I volumi sono cresciuti invece del 6,7%, grazie alle 702 operazioni censite.
Secondo E&Y, sono cinque i trend principali che nel corso del 2015 dovrebbero garantire al mercato di mantenere gli stessi ritmi di crescita: la presenza di operazioni in rampa di lancio ad alto valore; la possibilità di veder crescere anche i deal di medio valore; l'incremento delle operazioni transcontinentali tra Ue e Usa e il ruolo accresciuto di Cina e Giappone; il ruolo strategico degli operatori di private equity; le operazioni di spinoff,