MILANO - Una storia da film. Ma anche una storia vera, simile a quella di Julissa Arce, migrante clandestina dalla frontiera del Messico, poi banchiera d'assalto in Goldman Sachs e dal 2011 fuori dal mondo dorato di Wall Street, per tornare all'uomo della strada, anzi al servizio di chi non ha i documenti in regola e magari vive e lavora da anni negli Stati Uniti. Come lei un tempo. La storia è toccante. Giunta nel 1995 - a 11 anni - negli States da Taxco, paesino nei dintorni di Città del Messico, Arce è diventata in poco tempo uno dei migranti modello di cui è piena l'America: più volitiva, più sveglia, più ambiziosa e piena di etica del lavoro degli americani stessi. Ha visto scadere la carta verde a 14 anni, diventando irregolare.
Ha studiato mantenendosi con la produzione di funnel cake, una torta dolce fritta tipica delle feste americane, che andava a vendere in autobus da Austin a San Antonio, oltre cento chilometri di distanza, quando i suoi genitori erano già tornati nel paese d'origine. Ha vinto una borsa di studio per entrare come stagista nelle banche, e dal 2004 ha scalato molte posizioni in Goldman Sachs, la più prestigiosa di quelle d'affari. Ci ha lavorato per sette anni, molti dei quali da clandestina, con documenti falsificati. "Pensavamo che fosse tutto in regola, anche perchè era sempre tra i colleghi più bravi e migliori", hanno commentato altri banchieri che lavoravano con lei. Oggi Goldman Sachs controlla meglio l'identità dei suoi candidati, anche se l'ad Lloyd Blankfein ha approfittato della vicenda per dire: "Non sarebbe meraviglioso se potessimo ospitare i ragazzi talentuosi che vengono in questo paese per studiare e vogliono mettere le loro energie e capacità a supporto dell'economia americana?". Non tutti la pensano così, a Washington. Il piano di Barack Obama di regolarizzare milioni di migranti clandestini dando loro permessi di lavoro è avversato dall'opposizione repubblicana, che sta presentando al Senato progetti legislativi si senso contrario, per espellere tutti gli irregolari che il governo federale riesce a processare.
Nel 2011, quando guadagnava tra i 300mila e i 400mila dollari dopo una carriera da manuale tutta vissuta su derivati e i prodotti più sofisticati e complessi della finanza, Arce ha lasciato Goldman Sachs. "Quei bonus che avevo tanto desiderato ormai mi lasciavano vuota dentro", ha detto la donna. "Sentivo che dovevo pormi domande nuove, e trovare risposte nuove". La vocazione Arce l'ha trovata nel 2013, vedendo un documentario dal titolo Documented, che narrava proprio storie simili alla sua, realizzato da Jose Antonio Vargas, anche lui un tempo irregolare e che nel 2008 aveva vinto il Pulitzer in un gruppo di giornalisti del Washington Post. Da quell'anno, la donna è direttore di Define American, un'associazione no profit fondata dallo stesso Vargas che si occupa dei diritti dei migranti irregolari negli Usa.
Bloomberg, che ha dedicato un lungo articolo alla storia di Arce, ha scritto un editoriale senza firma che auspica il rafforzamento e la messa in sicurezza dei confini americani, specie in questa fase in cui il terrorismo è attivo. Ma auspica ancor di più la messa in regola di chi nei confini c'è da tempo. "Arce e quelli come lei vivono negli Stati Uniti da tempo. Con le famiglie. Con lavoro. Con sogni. Con gli americani. Svalutare il loro contributo e minare le loro ambizioni non ci fa sentire più sicuri. Solo più stupidi".
Ha studiato mantenendosi con la produzione di funnel cake, una torta dolce fritta tipica delle feste americane, che andava a vendere in autobus da Austin a San Antonio, oltre cento chilometri di distanza, quando i suoi genitori erano già tornati nel paese d'origine. Ha vinto una borsa di studio per entrare come stagista nelle banche, e dal 2004 ha scalato molte posizioni in Goldman Sachs, la più prestigiosa di quelle d'affari. Ci ha lavorato per sette anni, molti dei quali da clandestina, con documenti falsificati. "Pensavamo che fosse tutto in regola, anche perchè era sempre tra i colleghi più bravi e migliori", hanno commentato altri banchieri che lavoravano con lei. Oggi Goldman Sachs controlla meglio l'identità dei suoi candidati, anche se l'ad Lloyd Blankfein ha approfittato della vicenda per dire: "Non sarebbe meraviglioso se potessimo ospitare i ragazzi talentuosi che vengono in questo paese per studiare e vogliono mettere le loro energie e capacità a supporto dell'economia americana?". Non tutti la pensano così, a Washington. Il piano di Barack Obama di regolarizzare milioni di migranti clandestini dando loro permessi di lavoro è avversato dall'opposizione repubblicana, che sta presentando al Senato progetti legislativi si senso contrario, per espellere tutti gli irregolari che il governo federale riesce a processare.
Nel 2011, quando guadagnava tra i 300mila e i 400mila dollari dopo una carriera da manuale tutta vissuta su derivati e i prodotti più sofisticati e complessi della finanza, Arce ha lasciato Goldman Sachs. "Quei bonus che avevo tanto desiderato ormai mi lasciavano vuota dentro", ha detto la donna. "Sentivo che dovevo pormi domande nuove, e trovare risposte nuove". La vocazione Arce l'ha trovata nel 2013, vedendo un documentario dal titolo Documented, che narrava proprio storie simili alla sua, realizzato da Jose Antonio Vargas, anche lui un tempo irregolare e che nel 2008 aveva vinto il Pulitzer in un gruppo di giornalisti del Washington Post. Da quell'anno, la donna è direttore di Define American, un'associazione no profit fondata dallo stesso Vargas che si occupa dei diritti dei migranti irregolari negli Usa.
Bloomberg, che ha dedicato un lungo articolo alla storia di Arce, ha scritto un editoriale senza firma che auspica il rafforzamento e la messa in sicurezza dei confini americani, specie in questa fase in cui il terrorismo è attivo. Ma auspica ancor di più la messa in regola di chi nei confini c'è da tempo. "Arce e quelli come lei vivono negli Stati Uniti da tempo. Con le famiglie. Con lavoro. Con sogni. Con gli americani. Svalutare il loro contributo e minare le loro ambizioni non ci fa sentire più sicuri. Solo più stupidi".