MILANO - Venite gente, il Cirque du Soleil è in vendita. Il gruppo di animazione canadese, famoso in tutto il mondo e invitato (con un cachet di 6 milioni di euro) ad abbellire le serate dell'Expo di Milano, sta cercando nuovi soci di maggioranza per far fronte a un periodo di difficoltà economiche. Secondo quanto ha riportato il canadese Globe and Mail, il circo fondato nel 1984 è sul mercato e c'è ancora una settimana di tempo perché i candidati si facciano avanti.
E' stato ideato e portato alla fama mondiale da Guy Laliberté, del Quebec, che ne detiene il 90%. Inizialmente sembrava che volesse metterne sul mercato una quota di minoranza, ma si è poi capito che in realtà è disposto a scendere fino al 10% del Circo. Per il quotidiano di Toronto la valutazione complessiva potrebbe raggiungere i due miliardi di dollari. "Lo scorso giugno, Guy Laliberté ha annunciato l'intenzione di trovare un partner strategico. Questo processo è ancora in corso ed è molto lungo", ha detto Renée-Claude Ménard, portavoce del Cirque du Soleil, alla Afp. "Laliberté si prenderà tutto il tempo necessario per valutare le alternative disponibili", ha aggiunto la portavoce.
Nato come artista di strada, in particolare mangiafuoco, e divenuto miliardario, Laliberté ha fatto crescere la sua idea fino a portarla in 300 città, sotto gli occhi di 155 milioni di spettatori nel mondo nel corso della sua storia (15 milioni nel solo 2014). Tutto è partito con le celebrazioni del 450esimo anniversario della 'scoperta' del Canada da parte di Jacques Cartier, nel 1984 appunto, quando Québec City propose a Laliberté di portare il suo piccolo spettacolo circense in giro per la provincia. Dai 73 dipendenti di allora, la crescita è stata vertiginosa.
Negli ultimi anni, però, la creatura magica che non ammette gli animali nei suoi spettacoli, costruiti con un filo conduttore che li rende una messa in scena 'unitaria' e non un collage di performance, ha mostrato un po' di stanchezza. Così Laliberté ha aperto a nuovi soci di controllo per la società canadese, in cerca di nuovo abbrivio. Già nel 2008 aveva fatto entrare nella società due fondi di investimenti immobiliari di Dubai, che ora hanno il 10% delle azioni. Il periodo non è fulgido dal punto di vista finanziario. Alcuni potenziali investitori si sarebbero defiliati dopo aver studiato più da vicino i conti del Cirque du Soleil. Per la prima volta in assoluto, il Circo ha chiuso un bilancio senza utili nel corso del 2012, dovendo ricorrere anche a massicci licenziamenti. Per intendersi, oggi impiega 4mila persone nel mondo contro i 5mila collaboratori e dipendenti di quattro anni fa. Un cambio di proprietà potrebbe accelerare la cura dimagrante: tra gli impegni richiesti ai nuovi investitori ci sono il mantenimento dell'ormai storica insegna Cirque du Soleil e la tutela dei 1.600 lavoratori assunti in modo permanente.
Tra le tappe del tour mondiale non manca l'Italia per la quale è stata scelta la presenza dei circensi in occasione dell'Esposizione universale, che ha anche suscitato qualche polemica per il ricorso a un gruppo dell'intrattenimento straniero. Il debutto previsto è il 13 maggio, poi seguiranno quasi quattro mesi di spettacoli (fino al 30 agosto), con serate dal mercoledì alla domenica. Lo show realizzato appositamente per andare in scena all'Open Air Theatre dell'area dell'Expo si intitola Allavita. Il commissario unico dell'Expo, Giuseppe Sala, ha spiegato che l'investimento per lo spettacolo è di 8 milioni di euro, 6 dei quali al Cirque du Soleil e 2 per l'infrastruttura: "Abbiamo uno spazio da circa 6mila persone - ha spiegato Sala - e certo non li riempiremo ogni giorno; ma abbiamo fatto una stima e con un buon tasso di occupazione recupereremo l'investimento fatto".
Per assistere ai 14 atti in cui è suddiviso Allavita i visitatori di Expo pagheranno da 25 a 35 euro (più i 5 euro dell'ingresso all'Expo dopo le sette di sera). Considerando una media di 30 euro a persona, sarà necessario staccare intorno ai 3.500 tagliandi a sera, di media, per coprire interamente il costo degli ottanta spettacoli. Lo stesso Sala ha difeso la scelta della società internazionale: "Ci siamo alleati con un partner che fosse noto al pubblico straniero e che fosse capace di tenere quel palco per quattro mesi. Abbiamo però chiesto - ha aggiunto - di impiegare quanto più possibile artisti e tecnici italiani e infatti, nel cast internazionale, 23 dei 48 artisti sono italiani".
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E' stato ideato e portato alla fama mondiale da Guy Laliberté, del Quebec, che ne detiene il 90%. Inizialmente sembrava che volesse metterne sul mercato una quota di minoranza, ma si è poi capito che in realtà è disposto a scendere fino al 10% del Circo. Per il quotidiano di Toronto la valutazione complessiva potrebbe raggiungere i due miliardi di dollari. "Lo scorso giugno, Guy Laliberté ha annunciato l'intenzione di trovare un partner strategico. Questo processo è ancora in corso ed è molto lungo", ha detto Renée-Claude Ménard, portavoce del Cirque du Soleil, alla Afp. "Laliberté si prenderà tutto il tempo necessario per valutare le alternative disponibili", ha aggiunto la portavoce.
Nato come artista di strada, in particolare mangiafuoco, e divenuto miliardario, Laliberté ha fatto crescere la sua idea fino a portarla in 300 città, sotto gli occhi di 155 milioni di spettatori nel mondo nel corso della sua storia (15 milioni nel solo 2014). Tutto è partito con le celebrazioni del 450esimo anniversario della 'scoperta' del Canada da parte di Jacques Cartier, nel 1984 appunto, quando Québec City propose a Laliberté di portare il suo piccolo spettacolo circense in giro per la provincia. Dai 73 dipendenti di allora, la crescita è stata vertiginosa.
Negli ultimi anni, però, la creatura magica che non ammette gli animali nei suoi spettacoli, costruiti con un filo conduttore che li rende una messa in scena 'unitaria' e non un collage di performance, ha mostrato un po' di stanchezza. Così Laliberté ha aperto a nuovi soci di controllo per la società canadese, in cerca di nuovo abbrivio. Già nel 2008 aveva fatto entrare nella società due fondi di investimenti immobiliari di Dubai, che ora hanno il 10% delle azioni. Il periodo non è fulgido dal punto di vista finanziario. Alcuni potenziali investitori si sarebbero defiliati dopo aver studiato più da vicino i conti del Cirque du Soleil. Per la prima volta in assoluto, il Circo ha chiuso un bilancio senza utili nel corso del 2012, dovendo ricorrere anche a massicci licenziamenti. Per intendersi, oggi impiega 4mila persone nel mondo contro i 5mila collaboratori e dipendenti di quattro anni fa. Un cambio di proprietà potrebbe accelerare la cura dimagrante: tra gli impegni richiesti ai nuovi investitori ci sono il mantenimento dell'ormai storica insegna Cirque du Soleil e la tutela dei 1.600 lavoratori assunti in modo permanente.
Tra le tappe del tour mondiale non manca l'Italia per la quale è stata scelta la presenza dei circensi in occasione dell'Esposizione universale, che ha anche suscitato qualche polemica per il ricorso a un gruppo dell'intrattenimento straniero. Il debutto previsto è il 13 maggio, poi seguiranno quasi quattro mesi di spettacoli (fino al 30 agosto), con serate dal mercoledì alla domenica. Lo show realizzato appositamente per andare in scena all'Open Air Theatre dell'area dell'Expo si intitola Allavita. Il commissario unico dell'Expo, Giuseppe Sala, ha spiegato che l'investimento per lo spettacolo è di 8 milioni di euro, 6 dei quali al Cirque du Soleil e 2 per l'infrastruttura: "Abbiamo uno spazio da circa 6mila persone - ha spiegato Sala - e certo non li riempiremo ogni giorno; ma abbiamo fatto una stima e con un buon tasso di occupazione recupereremo l'investimento fatto".
Per assistere ai 14 atti in cui è suddiviso Allavita i visitatori di Expo pagheranno da 25 a 35 euro (più i 5 euro dell'ingresso all'Expo dopo le sette di sera). Considerando una media di 30 euro a persona, sarà necessario staccare intorno ai 3.500 tagliandi a sera, di media, per coprire interamente il costo degli ottanta spettacoli. Lo stesso Sala ha difeso la scelta della società internazionale: "Ci siamo alleati con un partner che fosse noto al pubblico straniero e che fosse capace di tenere quel palco per quattro mesi. Abbiamo però chiesto - ha aggiunto - di impiegare quanto più possibile artisti e tecnici italiani e infatti, nel cast internazionale, 23 dei 48 artisti sono italiani".
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