Airbnb sbarca a Cuba: la sharing economy s'impone a L'Avana
Il celebre portale delle case in affitto ha inviato un team di emissari per mettere in rete le 'casas particulares' dell'isola. In poco tempo raccolte mille offerte. Così gli americani viaggeranno nella patria castrista
MILANO - Affittare una 'casa particular' a Cuba direttamente dal computer o, perché no, dallo smartphone. E' il capitalismo social in salsa 'sharing economy' che sbarca nell'ex comunista L'Avana, bellezza.
Airbnb, il famosissimo portale degli affitti tra privati utilizzato soprattutto per cercare delle case-vacanza, ha inviato un team di esperti per sviluppare il business nell'isola. E' uno degli effetti dell'apertura storica di Barack Obama e degli Stati Uniti verso il Paese di Fidel Castro, incoraggiato anche dalla volontà del governo cubano di spingere sul canale del turismo.
Il Guardian racconta che gli emissari del portale si sono messi in viaggio per parlare con i tenutari delle celebri case cubane, date generalmente in affitto ai turisti stranieri. Un sistema di accoglienza che ha viaggiato per decenni in parallelo a quello alberghiero. La rete già sviluppata ha permesso ad Airbnb di mettere insieme in poco tempo mi…
Airbnb, il famosissimo portale degli affitti tra privati utilizzato soprattutto per cercare delle case-vacanza, ha inviato un team di esperti per sviluppare il business nell'isola. E' uno degli effetti dell'apertura storica di Barack Obama e degli Stati Uniti verso il Paese di Fidel Castro, incoraggiato anche dalla volontà del governo cubano di spingere sul canale del turismo.
Il Guardian racconta che gli emissari del portale si sono messi in viaggio per parlare con i tenutari delle celebri case cubane, date generalmente in affitto ai turisti stranieri. Un sistema di accoglienza che ha viaggiato per decenni in parallelo a quello alberghiero. La rete già sviluppata ha permesso ad Airbnb di mettere insieme in poco tempo mi…
MILANO - Affittare una 'casa particular' a Cuba direttamente dal computer o, perché no, dallo smartphone. E' il capitalismo social in salsa 'sharing economy' che sbarca nell'ex comunista L'Avana, bellezza.
Airbnb, il famosissimo portale degli affitti tra privati utilizzato soprattutto per cercare delle case-vacanza, ha inviato un team di esperti per sviluppare il business nell'isola. E' uno degli effetti dell'apertura storica di Barack Obama e degli Stati Uniti verso il Paese di Fidel Castro, incoraggiato anche dalla volontà del governo cubano di spingere sul canale del turismo.
Il Guardian racconta che gli emissari del portale si sono messi in viaggio per parlare con i tenutari delle celebri case cubane, date generalmente in affitto ai turisti stranieri. Un sistema di accoglienza che ha viaggiato per decenni in parallelo a quello alberghiero. La rete già sviluppata ha permesso ad Airbnb di mettere insieme in poco tempo mille offerte di alloggi. "Stiamo entrando in un sistema di micro-imprese cubane, in cui gli host (coloro che affittano casa) fanno da decenni quello che noi abbiamo iniziato a fare solo sette anni fa", ha detto all'Ap Kay Kuehne, il direttore della regione per Airbnb, riconoscendo quanto in effetti il modello 'particular' sia antesignano del funzionamento del portale, ovviamente senza il supporto tecnologico e la relativa ramificazione.
Entrare nella lista del portale permette ai cubani di accedere a una rete prima sconosciuta, con evidenti ricadute di pubblicità. In cambio, girano una parte dell'affitto in forma di commissioni. L'elenco va dalle dimore più umili alle super-sistemazioni coloniali con terrazze e stanze per il benessere. Il tutto, in genere, sotto i 50 dollari a notte. La mossa di Airbnb non è certo casuale: il motore di ricerca interno ha tracciato una crescita del 70% delle richieste per Cuba da quando Obama ha annunciato la volontà di avvicinarsi a Raul Castro, lasciando intendere che anche le sanzioni economiche sono destinate a rientrare. Per il momento, già i visti sono molto più agevoli da quando è partita la direttiva di 'riappacificazione' della Casa Bianca.
Airbnb, il famosissimo portale degli affitti tra privati utilizzato soprattutto per cercare delle case-vacanza, ha inviato un team di esperti per sviluppare il business nell'isola. E' uno degli effetti dell'apertura storica di Barack Obama e degli Stati Uniti verso il Paese di Fidel Castro, incoraggiato anche dalla volontà del governo cubano di spingere sul canale del turismo.
Il Guardian racconta che gli emissari del portale si sono messi in viaggio per parlare con i tenutari delle celebri case cubane, date generalmente in affitto ai turisti stranieri. Un sistema di accoglienza che ha viaggiato per decenni in parallelo a quello alberghiero. La rete già sviluppata ha permesso ad Airbnb di mettere insieme in poco tempo mille offerte di alloggi. "Stiamo entrando in un sistema di micro-imprese cubane, in cui gli host (coloro che affittano casa) fanno da decenni quello che noi abbiamo iniziato a fare solo sette anni fa", ha detto all'Ap Kay Kuehne, il direttore della regione per Airbnb, riconoscendo quanto in effetti il modello 'particular' sia antesignano del funzionamento del portale, ovviamente senza il supporto tecnologico e la relativa ramificazione.
Entrare nella lista del portale permette ai cubani di accedere a una rete prima sconosciuta, con evidenti ricadute di pubblicità. In cambio, girano una parte dell'affitto in forma di commissioni. L'elenco va dalle dimore più umili alle super-sistemazioni coloniali con terrazze e stanze per il benessere. Il tutto, in genere, sotto i 50 dollari a notte. La mossa di Airbnb non è certo casuale: il motore di ricerca interno ha tracciato una crescita del 70% delle richieste per Cuba da quando Obama ha annunciato la volontà di avvicinarsi a Raul Castro, lasciando intendere che anche le sanzioni economiche sono destinate a rientrare. Per il momento, già i visti sono molto più agevoli da quando è partita la direttiva di 'riappacificazione' della Casa Bianca.