TORINO - Fine della cassa integrazione, introduzione del turno di notte e assunzione di 50 giovani da inserire in “ruoli strategici”, in vista, si immagina, di ulteriori nuove assunzioni. Sergio Marchionne annuncia la novità ai 2.400 dipendenti dello stabilimento di Termoli, in Molise, che da trent’anni produce il motore “Fire”. Anche la fabbrica dei motori Fca (una delle due in funzione in Italia, l’altra è a Pratola Serra, vicino ad Avellino) seguirà dunque il destino di Melfi dove l’arrivo di nuovi modelli ha consentito di azzerare la cassa e di aumentare gli organici.
A Termoli arriveranno due dei nuovi motori della gamma Alfa Romeo: un 4 cilindri a benzina e un sei cilindri di derivazione Ferrari. “Tutti i motori Alfa come tutte le auto Alfa saranno prodotti in Italia”, assicura l’ad del Lingotto. Questo significa che oltre a Termoli, dove la produzione prevista è di 200 mila pezzi all’anno, ci sarà almeno un secondo stabilimento di pari capacità produttiva che produrrà propulsori per il Biscione. Nel discorso alle tute blu Marchionne elogia “la capacità dei lavoratori di questa fabbrica di sapersi risollevare anche dalle avversità più dure”, e ricorda l’alluvione del 2003 che distrusse lo stabilimento.
Dalle parole dell’ad si capisce dunque che l’operazione Alfa è in pieno lancio. La Giulia, il modello di attacco della rinascita, verrà presentata ad Arese il 24 giugno. Fca si muove intanto sul mercato dei capitali per finananziari a condizioni più vantaggio delle attuali. Così il Lingotto annuncia l’emissione di un bond da tre miliardi di dollari che servierà per “le esigenze generali del gruppo” e in particolare per rifinanziare un prestito ottenuto tempo fa da Fca Usa a condizioni meno vantaggiose delle attuali. Quello annunciato oggi è il primo bond in dollari emesso dal gruppo dopo la quotazione a Wall Street.
A Termoli arriveranno due dei nuovi motori della gamma Alfa Romeo: un 4 cilindri a benzina e un sei cilindri di derivazione Ferrari. “Tutti i motori Alfa come tutte le auto Alfa saranno prodotti in Italia”, assicura l’ad del Lingotto. Questo significa che oltre a Termoli, dove la produzione prevista è di 200 mila pezzi all’anno, ci sarà almeno un secondo stabilimento di pari capacità produttiva che produrrà propulsori per il Biscione. Nel discorso alle tute blu Marchionne elogia “la capacità dei lavoratori di questa fabbrica di sapersi risollevare anche dalle avversità più dure”, e ricorda l’alluvione del 2003 che distrusse lo stabilimento.
Dalle parole dell’ad si capisce dunque che l’operazione Alfa è in pieno lancio. La Giulia, il modello di attacco della rinascita, verrà presentata ad Arese il 24 giugno. Fca si muove intanto sul mercato dei capitali per finananziari a condizioni più vantaggio delle attuali. Così il Lingotto annuncia l’emissione di un bond da tre miliardi di dollari che servierà per “le esigenze generali del gruppo” e in particolare per rifinanziare un prestito ottenuto tempo fa da Fca Usa a condizioni meno vantaggiose delle attuali. Quello annunciato oggi è il primo bond in dollari emesso dal gruppo dopo la quotazione a Wall Street.