Economia

Banche popolari, scatta il giorno delle assemblee

Saviotti (Banco Popolare) continua a guardare a Bpm, mentre la Fondazione Cariverona si dice pronta ad investire nella banca. Piazza Meda (tornata al dividendo) ha detto che la partita per le aggregazioni parte ufficialmente adesso. Infine la Popolare di Vicenza continua a tendere la mano a Veneto banca

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MILANO - E' stato il giorno delle assemblee per tre banche: Banca popolare di Milano, Popolare di Vicenza e Banco Popolare. Per tutte c'è all'orizzonte la trasformazione in spa, decisa per legge. E per tutte c'è la corsa a guardarsi intorno, per concludere matrimoni che le rendano più grandi e quindi più difficilmente scalabili. Intanto, aver alzato le deleghe a dieci ha già fatto segnare un record di soci a Novara, dove si svolgeva l'assemblea del Banco popolare: tra presenze fisiche e deleghe erano in 32.700.

Partiamo dal Banco popolare (che ha approvato il bilancio con due miliardi di perdita netta): l'ad Pier Francesco Saviotti è tornato a fare avances alla Bpm, considerata un sogno. "Non l'ho mai nascosto - ha detto - non si sa mai, non mettiamo limiti, non è impossibile ma non è facile". Il numero uno del gruppo ha anche detto: "Sono fiducioso che dopo anni di carestia, inizi un periodo di vacche grasse" mentre in assemblea la Fondazione Cariverona si è detta pronta ad investire nella banca per garantire la stabilità dell'azionariato, nel processo di trasformazione in spa.

Alla Bpm invece (tornata al dividendo dopo tre anni) il presidente del consiglio di sorveglianza Piero Giarda ha parlato di "scossa elettrica nell'acqua in cui nuotavano" le popolari, riferendosi al terremoto della legge sulla trasformazione in spa. L'amministratore delegato Giuseppe Castagna ha detto che la partita delle aggregazioni comincia ufficialmente adesso: ora che è "finita l'assemblea ci dedicheremo a valutare eventuali opportunità". Dal canto suo Giarda ha sottolineato l'importanza di trasferire i geni della cooperativa nella Spa che nascerà.

Infine la Popolare di Vicenza, forse l'assemblea più agitata (alcuni soci si sono lamentati per le lungaggini nella vendita delle azioni). L'obiettivo è la trasformazione in società per azioni entro l'anno ma, ha detto il presidente Gianni Zonin,  non sarà lui il presidente della spa. Per quanto riguarda le aggregazioni, continua a guardare a Veneto banca. "Abbiamo dato incarico a Mediobanca - ha detto Zonin - di individuare un partner. Auspico che gli amici di Montebelluna accolgano l'invito poiché siamo in grado di costruire una grande banca del Veneto anche se si tratta di una Spa. Se riusciamo a metterle assieme diventiamo il quinto-sesto istituto bancario italiano".