MILANO - Le assemblee delle banche popolari per la trasformazione in spa si terranno con molta probabilità a partire da settembre. "Secondo me prima non avremo i tempi tecnici - dice Victor Massiah, amministratore delegato di Ubi - per la convocazione delle assemblee di trasformazione, da settembre in poi dovremo esserci e dipenderà dalla volontà dei soci". Il numero uno di Ubi, una delle principali popolari coinvolte nel passaggio a società per azioni, ha anche ricordato il ruolo della vigilanza, che dovrà scrivere i decreti attuativi. "Dipende dai tempi della Banca d'Italia", ha detto, aggiungendo che poi le bozze di Statuto delle popolari in via di trasformazione devono prima andare in Via nazionale e poi passare all'approvazione delle Assemblee.
Per quanto riguarda in particolare Ubi, Massiah ha rimandato ad un momento successivo l'eventuale risiko bancario. "Stiamo aspettando il consolidamento delle regole del gioco, per poi verificare se ci sono opportunità, intanto stiamo lavorando allo Statuto, per poi vedere il resto". Sabato si terrà l'assemblea ordinaria, sul bilancio.
L'amministratore delegato di Ubi ha parlato a latere dell'audizione in commissione Finanze al Senato, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul sistema bancario italiano nella prospettiva della vigilanza europea. "Esiste un punto di rottura normativa oltre il quale si rischia di non avere più l'interesse dei capitali privati a investire nelle banche se non sono più remunerative", ha detto, sottolineando che attualmente ci sono "normative particolarmente severe e rigide per quanto riguarda coefficiente di capitale, capitale e regole contabili".
Per quanto riguarda in particolare Ubi, Massiah ha rimandato ad un momento successivo l'eventuale risiko bancario. "Stiamo aspettando il consolidamento delle regole del gioco, per poi verificare se ci sono opportunità, intanto stiamo lavorando allo Statuto, per poi vedere il resto". Sabato si terrà l'assemblea ordinaria, sul bilancio.
L'amministratore delegato di Ubi ha parlato a latere dell'audizione in commissione Finanze al Senato, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul sistema bancario italiano nella prospettiva della vigilanza europea. "Esiste un punto di rottura normativa oltre il quale si rischia di non avere più l'interesse dei capitali privati a investire nelle banche se non sono più remunerative", ha detto, sottolineando che attualmente ci sono "normative particolarmente severe e rigide per quanto riguarda coefficiente di capitale, capitale e regole contabili".