Economia

Mediaset sugli scudi: il mercato specula sull'offerta Vivendi

Dopo il balzo dell'8% di lunedì, i titoli del Biscione continuano ad essere acquistati e trattano ai massimi da quattro anni. La compagnia in cui Vincent Bolloré è socio forte ha 10 miliardi di liquidità da spendere: se ne parlerà al cda del 12 maggio, intanto si aspetta l'assemblea di Cologno Monzese

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MILANO - Seconda giornata consecutiva di rialzi per Mediaset, che si accende in scia alle voci di un interesse da parte di Vivendi: il colosso francese in cui Vincent Bolloré è primo socio, finite le pulizie in casa e con grande liquidità in cassa, sarebbe pronto allo shopping.

Non si tratta certo di una nuova assoulta, ma dopo le dichiarazioni del ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, che al Ft ha detto di volersi lanciare nella campagna acquisti, sono arrivate le indiscrezioni di Expansion, secondo le quali il target sarebbe il Biscione. E così, lunedì, il titolo Mediaset è balzato dell'8%, mentre oggi nonostante le giornata difficile delle Borse ha recuperato lo 0,6% in area 4,7 euro. 

Il quadro non cambia: Vivendi guarda da tempo a Mediaset Premium. In Piazza Affari, Mediaset è stata spinta anche da un week end nel quale sono ricomparse le voci di un'offerta di Sky (bollate dall'interno del gruppo di Murdoch come 'fantascienza') per la stessa Premium, voci che ogni volta che tornano spingono al rialzo il titolo del Biscione. Il valore di suo rimane molto forte, grazie al taglio dei costi e in attesa di un ritorno della pubblicità: da novembre il rialzo è stato dell'80%.

In ogni caso, qualcosa si sta muovendo e si guarda sempre in direzione di Parigi: Vivendi, che comunque in Borsa è rimasta stabile, ha oltre 10 miliardi di liquidità e i suoi vertici - che hanno detto di "non essere una banca" - intendono usare questa cassa. Finora il numero uno Vincent Bolloré, da sempre in ottimi rapporti con il mondo di Berlusconi anche sugli equilibri in Mediobanca, attendeva che si risolvesse il suo ingresso come primo azionista di Telecom. Ma i tempi rimangono incerti, specie per le lungaggini delle antitrust sudamericane che devono dare il via libera al passaggio di testimone con gli spagnoli di Telefonica per questioni di concorrenza in quei mercati.

E allora si starebbe accelerando sull'operazione Premium, nella quale è già presente con l'11% la stessa Telefonica, che ha 'quotato' la pay tv 900 milioni. L'ipotesi per Vivendi è di entrare con una quota molto consistente: a queste cifre per i francesi non è un grande esborso e per Mediaset un buon affare, anche per alleggerire i conti della controllata che ha acquistato i cari diritti della Champions League per le prossime tre stagioni, ora più difficili da far rendere economicamente a causa della scarsa competitività delle squadre 'made in Italy' (Juventus a parte), che si traduce in un numero molto inferiore di partite con team italiani rispetto al passato. Il tema delle acquisizioni dovrebbe essere trattato dal prossimo consiglio di amministrazione di Vivendi, convocato per il 12 maggio così come è scontato che, all'opposto quello della possibile cessione di almeno una parte di Premium, sarà uno degli argomenti dell'assemblea di Mediaset di metà settimana.