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Trust Giacomini, tribunali spaccati sugli stessi reati

La singolare vicenda degli industriali delle rubinetterie, coinvolti in una presunta maxievasione da 220 milioni di lire: la procura di Novara dice che il reato non sussiste, ma i giudici di Verbania chiedono il processo per gli altri imputati degli stessi reati
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MILANO - Trust Giacomini: per la procura di Novara, il reato di evasione non sussiste, ma per i giudici di Verbania, per gli stessi reati, gli imputati vanno a processo. E’ la singolare posizione degli industriali dell’omonima azienda di rubinetterie di Verbania. Finiti in carcere nel 2012 per una presunta maxievasione da 220 milioni di lire, per un trust fondato in Lussemburgo usato – secondo l’ipotesi accusatoria - con l’unico intento di evadere il fisco.

I destini giudiziari della famiglia Giacomini, si sono divisi mesi dopo gli arresti del maggio 2012. I fratelli Massimo e Marco, insieme ai professionisti accusati di aver creato il trust, sono rimasti sotto inchiesta a Verbania. A Novara, invece, sono stati trasferite le posizioni della sorella, Stefania Giacomini e della madre, Iolanda Zagni. Il motivo? La residenza fiscale era diversa per i fratelli, di qui lo "spezzatino" dell’indagine.

Il 24 febbraio scorso, i pm di Verbania hann…
MILANO - Trust Giacomini: per la procura di Novara, il reato di evasione non sussiste, ma per i giudici di Verbania, per gli stessi reati, gli imputati vanno a processo. E’ la singolare posizione degli industriali dell’omonima azienda di rubinetterie di Verbania. Finiti in carcere nel 2012 per una presunta maxievasione da 220 milioni di lire, per un trust fondato in Lussemburgo usato – secondo l’ipotesi accusatoria - con l’unico intento di evadere il fisco.

I destini giudiziari della famiglia Giacomini, si sono divisi mesi dopo gli arresti del maggio 2012. I fratelli Massimo e Marco, insieme ai professionisti accusati di aver creato il trust, sono rimasti sotto inchiesta a Verbania. A Novara, invece, sono stati trasferite le posizioni della sorella, Stefania Giacomini e della madre, Iolanda Zagni. Il motivo? La residenza fiscale era diversa per i fratelli, di qui lo "spezzatino" dell’indagine.

Il 24 febbraio scorso, i pm di Verbania hanno emesso un "decreto di citazione a giudizio" per 5 imputati per violazione del decreto legislativo del 2000 per omessa dichiarazione dei redditi. Alla procura di Novara, il gip Angela Fasano, proprio ieri, ha invece accolto la richiesta della stessa procura per tutti e sei gli imputati, per il medesimo capo di imputazione, sostenendo come il reato "non sia in realtà reddittuale, bensì patrimoniale, trattandosi di liquidazioni di quote di partecipazione al gruppo Giacomini e di aspettative derivanti dalla partecipazione al trust quali beneficiari". Grazie a questo provvedimento, Stefania Giacomini e la madre Jolanda – entrambe difese dall’avvocato Salvatore Pino -, sono state prosciolte dall’accusa di evasione fiscale.