Economia

Ultim'ora

È morta la produttrice Silvia d’Amico, aveva 85 anni

Credit Agricole e SocGen, risultati in crescita nel primo trimestre

Entrambe le banche francesi hanno registrato una diminuzione del costo del rischio e un miglioramento dell'utile netto. Bene anche la controllata del Credit in Italia, Cariparma, che nel periodo ha contabilizzato profitti per 54 milioni e una raccolta totale in aumento del 3%

1 minuti di lettura
MILANO - Risultati positivi per le banche francesi, che nel primo trimestre del 2015 hanno registrato un aumento della redditività e un calo del costo del rischio. Il Credit Agricole sa ha registrato utili in crescita del 2,6% (su basi comparabili) a 784 milioni, più di quanto avessero stimato gli analisti. "Registriamo buoni risultati in tutte le linee di business, confermando il trend positivo nel 2014", ha detto l'amministratore delegato Jean-Paul Chifflet nel corso di una conference call. Nel periodo considerato il colosso francese ha ridotto del 19,2% il costo del rischio.

Molto positivo anche l'andamento della controllata italiana Cariparma, che ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 54 milioni, che salgono a oltre sessanta integrando nei conti la quota annua relativa al Fondo unico di risoluzione bancaria (una misura presa in anticipo rispetto a quanto chiesto dalla Bce a tutte le banche). Senza questa posta, l'utile sarebbe cresciuto dell'85% rispetto all'anno precedente. La banca guidata da Giampiero Maioli ha registrato un miglioramento della gestione operativa del 15% mentre il costo del rischio è sceso dell'8% e la raccolta totale si è attestata a 97 miliardi, in aumento del 3%.

Société Générale invece ha quintuplicato l'utile netto nel primo trimestre, a 868 milioni di euro contro i 169 dello stesso periodo del 2014, su cui aveva pesato la svalutazione di oltre 500 milioni del goodwill sulle attività di retail e servizi finanziari in Russia. Il margine di intermediazione è cresciuto del 12,3% a 6,353 miliardi, mentre è calato dell'8,1% (5% a parametri comparabili) a 613 milioni il costo netto del rischio. Ricavi in espansione in particolare per il segmento di servizi agli investitori e risparmio gestito (+7,9%), con picchi nella gestione azionaria (+32,5%) e nel private banking e wealth management (+16,7%).