Economia

Benetton pensa a vendere un pezzo di Fiumicino per altri scali o banche

Il presidente di Edizione, Gilberto, parla a margine dell'assemblea di Wdf: per Autogrill è possibile un nuovo scorporo, finalizzato a fusioni e acquisizioni. Interessa il settore bancario, ma solo dopo le aggregazioni delle popolari. L'ipotesi: scendere in Adr per investire a Nizza

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MILANO - Si apre una nuova fase nel riposizionamento degli investimenti dei Benetton, la famiglia imprenditoriale veneta che ha legato il suo nome - tra le altre cose - ai maglioncini, poi alle autostrade e agli aeroporti. Atlantia punta a vendere il 30% di Aeroporti di Roma, la società che ha in pancia Fiumicino e Ciampino, con l'obiettivo di reivestire l'incasso nell'acquisizione di un nuovo scalo, possibilmente internazionale. Lo ha spiegato, a margine del consiglio di amministrazione di Wdf, Gilberto Benetton, presidente della holding Edizione, l'azionista di riferimento del gruppo autostradale e aeroportuale.

"Vendere il 30% va bene", ha spiegato Benetton confermando che si sta valutando la cessione di un 15% "a un fondo o a qualche investitore e poi un altro 15%". Sui tempi "non abbiamo fretta primo perchè non abbiamo assolutamente bisogno di liquidità: la società per fortuna ne ha un sacco". Per Benetton "l'ideale sarebbe investire in contemporanea i soldi incassati dalla cessione del 30% di Adr in qualche asset nel settore, magari in qualche aeroporto internazionale". Nel recente passato "abbiamo già provato di muoverci in questa direzione, per ora senza frutti, ma questo resta il nostro intendimento: qualunque opportunità si presentasse, si è parlato di Nizza, noi concorreremo". Nel settore aeroportuale si sta aspettando il bando per la vendita dello scalo del sud della Francia: Benetton ha precisato che al momento non ci sono altre procedure di vendita aperte oltre a quella francese.

Il fermento non si limita però al settore aeroportuale. La famiglia di Ponzano Veneto potrebbe infatti valutare un investimento nel settore bancario, che soprattutto a livello di istituti popolari sta vivendo una fase di profonda trasformazione, ma non oggi. Lo ha spiegato il presidente di nuovo Gilberto Benetton: "Sarà una cosa da valutare - ha sottolineato - ma penso che sia un tema per il 2016 perchè al momento non sono ancora definite le aggregazioni". La posizione è quindi attendista: "Prima si devono completare le aggregazioni e dopo, o al massimo contemporaneamente a quando saranno definite le varie fusioni, magari ci si potrà pensare". Per il presidente di Edizione non è escluso che le banche "mettendosi insieme diventino qualcosa di più interessante".

Passando invece ad Autogrill, che ha scorporato i duty free aeroportuali di Wdf, poi ceduti dai Benetton a Dufry, il presidente di Edizione spiega che all'orizzonte ci potrebbe essere un nuovo spinoff. Da qualche tempo si è iniziato a parlare della possibile riduzione della partecipazione della famiglia Benetton in autogrill, oggi pari al 50,1%, ma Gilberto frena spiegando che se ne parlerà "sicuramente non prima 2016, ci vogliono tempi lunghi per quest'operazione". L'industriale sostiene che "potrebbero avvenire anche scorpori come abbiamo già fatto con Wdf". Alla domanda se l'ipotesi di lavoro potrebbe prevedere la separazione della parte Usa (ex Hmshost) dagli altri business, risponde: "Potrebbe essere, non siamo ancora sicuri di niente, ma potrebbe". Eventuali scissioni sarebbero funzionali a operazioni di fusione e acquisizione successivi: "L'importante sarà valutare opportunità di aggregazioni che oggi sono difficili da trovare: non riusciamo a trovare altri gruppi in questo settore che ci permettono di discutere, di pensare a qualcosa in questo senso".