Economia

L'Italia traina i conti di Brembo: l'utile sale del 27,5%

Il presidente Alberto Bombassei: "Il primo trimestre 2015 è uno dei più soddisfacenti di sempre ed evidenzia un ulteriore miglioramento di fatturato e margini rispetto al 2014". Il Paese cresce più dell'Europa

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MILANO - Brembo anticipa i segnali di ripresa dell'Italia: "Il primo trimestre 2015 - dice il presidente Alberto Bombassei - è uno dei più soddisfacenti di sempre ed evidenzia un ulteriore miglioramento di fatturato e margini rispetto al 2014". Anche perché a "livello geografico continua il trend positivo in nord America e nei mercati asiatici, ma è persistente anche in Europa, dove l'Italia cresce sopra la media continentale, a conferma della bontà delle decisioni e degli investimenti fatti nei recenti anni. Gli stabilimenti del gruppo operano a pieno regime e i cantieri aperti in nord america sono stati avviati nei tempi programmati".

Nel dettaglio, Brembo ha riportato per il primo trimestre un utile netto di 45,8 milioni di euro in aumento del 27,5% rispetto ai 35,9 milioni dell'analogo periodo dell'anno precedente. I ricavi netti consolidati del gruppo nel periodo sono stati pari a 514,3 milioni, in crescita del 15,1% rispetto al primo trimestre dell'anno precedente.

A parità di cambi i ricavi aumentano dell'8,8%. Quasi tutti i segmenti di mercato, spiega il gruppo in un comunicato, "hanno contribuito positivamente ai risultati del trimestre in analisi, con l'unica eccezione dei veicoli commerciali, che chiudono il periodo in calo del 6,6%. Il principale contributo deriva ancora una volta dalle applicazioni per auto, che segnano un consistente +19,0%. Bene anche il settore delle moto, in crescita del 14,6% e quello delle competizioni, che cresce del 12,5%".

L'indebitamento netto a fine marzo era pari a 255,2 milioni, in diminuzione di 84,8 milioni rispetto ai 340 milioni del 31 marzo 2014. A livello geografico, si registra una crescita stabile in europa, con l'Italia in progresso del 7,4%, la Germania del 5,7%, il Regno Unito del 10,7%. La Francia è in controtendenza e segna un calo del 9,3%, principalmente per la comparazione con un primo trimestre 2014 particolarmente forte.