Economia

Charter offre 55 miliardi per Time Warner

Il gruppo guidato da Malone, big della tv Usa lancia l'offerta di acquisto sull'azienda concorrente. Un mese fa l’Antitrust americano aveva bloccato il tentativo di Comcast

1 minuti di lettura
NEW YORK - Un mese dopo che l’Antitrust Usa ha fatto saltare l’acquisizione di Time Warner da parte di Comcast, un altro acquirente lancia un’offerta da 55 miliardi di dollari. Il candidato per la maxiacquisizione stavolta è il gruppo Charter Communications guidato (e controllato) da una figura leggendaria della tv americana, John Malone. Se la sua operazione va in porto, darà vita al numero due tra i giganti della cable-tv. L’unione fra Charter e Time Warner avrebbe 23 milioni di utenti abbonati, dietro i 27 milioni che pagano il canone mensile a Comcast.
 
E’ l’ultima conferma che l’intero settore attraversa una fase turbolenta. Prima di tutto perché le abitudini degli spettatori cambiano a gran velocità, mettendo in crisi il modello tradizionale della cable-tv (l’offerta forfettaria di un vasto pacchetto di canali), mentre avanzano i servizi in videostreaming offerti da nuovi protagonisti come Netflix, Amazon, Apple. Il consolidamento dell’industria televisiva tradizionale è una risposta alla sfida lanciata dalla Silicon Valley, che tratta il televisore come un elettrodomestico del passato.
 
John Malone, che controlla Liberty Broadband e attraverso questa è il primo azionista di Charter, a scalare Time War- ci aveva già provato nel 2013. Ma all’epoca la sua era un’operazione ostile. E gli aveva sbarrato il passo proprio la Comcast, che invece aveva lanciato una proposta amichevole da 45 miliardi. Il progetto Comcast si è arenato davanti al no della Federal Communications Commission (Fcc), l’authority del settore.
Anche Malone dovrà passare l’esame davanti alla Fcc, ma l’unione fra Charter e TimeWarner non porterebbe allo stesso livello di concentrazione (solo un quarto della banda larga Internet) e quindi il sì dell’authority è molto più probabile. L'offerta è di 195 dollari per azione tra titoli e cash, il 19% in più rispetto all’ultima quotazione di Borsa venerdì scorso e valorizza la società 55 miliardi di dollari.