Economia

S&P: con le regole Ue le case auto destinate a investire sui motori puliti

Secondo l'agenzia di rating, l'industria automobilistica dovrà mantenere un alto livello di investimenti in ricerca e sviluppo per centrare gli obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni stradali. Ecco le strategie possibili: efficienza, veicoli più leggeri, spazio a ibrido e carburanti alternativi

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MILANO - Guidare una casa automobilistica non è cosa semplice di questi tempi. Lo notano anche gli esperti dell'agenzia di rating Standard&Poor's, dove si suggerisce al settore di fare ricorso alla sfera di cristallo per cercare di capire quali saranno i trend vincenti. Basti pensare a quanto sia alta la domanda di vetture economiche, ma anche quella di quattro ruote di lusso. Insomma, un atteggiamento 'bi-polare' del consumatore che è difficile da decifrare, anticipare e cavalcare.

"Una cosa è certa", dice però Eric Tanguy di S&P. "In un ambiente di mercato fluido e talvolta fuorviante, le automobili si metteranno a dieta di emissioni di carbonio. Le restrizioni a livello normativo sulle emissioni e le politiche dei governi sull'efficienza porteranno ad alzare l'asticella degli obiettivi nel prossimo decennio". Gli obiettivi europei fissati al 2020-2021 saranno parte integrante di quel sistema di regole che porteranno i produttori di automobili a doversi adeguare ai nuovi standard.

S&P, che in una recente ricerca ha già evidenziato che l'industria automobilistica è stata una delle principali fautrici della ripresa degli investimenti (capex) a livello globale, aggiunge ora che proprio la necessità di adeguare dal punto di vista ambientale la propria produzione comporterà un alto livello di capex anche per i prossimi anni, dalla ricerca e sviluppo alla produzione vera e propria. "Mentre la maggior parte delle auto centra oggi con facilità i requisiti normativi, sarà più impegnativo rispettare i prossimi parametri Ue, che definiscono i limiti ammissibili per le emissioni di gas di scarico di tutti i nuovi veicoli nei 28 Stati membri".

La risposta strategica dei produttori si gioca in tre aree: aumentare l'efficienza dei motori (limitare i consumi); accrescere l'offerta di motori elettrici, ibridi o di veicoli a combustibile alternativo; migliorare l'aerodinamica e ridurre il peso dei veicoli, cercando di spostare il mercato verso veicoli più piccoli e leggeri. S&P, ragionando da agenzia di rating e riconoscendo che queste sfide rappresentano un interrogativo sulla qualità del credito dei produttori, ricorda che gli obiettivi sulla CO2  sono il più importante strumento europeo per la riduzione delle emissioni derivanti dal traffico stradale. Salvo il fatto che le regolamentazioni possano esser ritoccate in altri modi, resta una prospettiva angusta per l'industria auto.