MILANO - 575 esuberi e chiusura di più di 100 filiali. Sono queste le misure contenute nel piano industriale al 2020 della Popolare di Vicenza che sarà presentato domani. Il taglio costi, secondo quanto riferisce l'Ansa, riguarda 575 dipendenti e 150 sportelli. Il piano industriale della Vicenza, che passerà anche attraverso l'atteso aumento di capitale da 1,5 miliardi e il processo di quotazione in Borsa della banca, sarà esaminato per l'approvazione domani mattina dal consiglio d'amministrazione della Popolare di Vicenza presieduto da Gianni Zonin.
A illustrare le linee guida sarà il consigliere delegato e direttore generale, Francesco Iorio che dopo la delibera incontrerà i sindacati. Secondo indiscrezioni raccolte il piano prevederebbe anche la riapertura del turnover, garantendo l'assunzione di nuovo personale, creando quindi nuova occupazione. Ad oggi la banca conta su circa 5.500 dipendenti e circa 650 sportelli. Al tempo stesso, il piano dovrebbe aprire anche un fondo di solidarietà per incentivare l'uscita. Si ipotizza anche della presenza di un secondo fondo che, secondo fonti sindacali, potrebbe essere utilizzato come ammortizzatore per la riduzione volontaria delle ore di lavoro.
La presentazione del piano industriale arriva in un momento delicato per la banca sulla quale proseguono le indagini della magistratura per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza: "Abbiamo in corso un'ispezione non da adesso ma da aprile, per quanto riguarda la nostra competenza, cioè per i profili Mifid - ha detto oggi il presidente della Consob Giuseppe Vegas -. Ci sono altri che fanno ispezioni, un pò alla volta verrà fuori tutto. Di certo non parlerei di cose mancate nei controlli, probabilmente qualche prassi di controllo non è stata adeguata".
E mentre oggi parte l'azione risarcitoria del Codacons che ha chiesto alla Procura di inserirsi nel procedimento come parte offesa, i sindacati sono pronti a scendere sul piede di guerra: "Se i 600 esuberi dovessero essere confermati, ci troveremmo di fronte alla solita beffa confezionata ad arte contro i lavoratori" dice Giuliano Xausa, segretario nazionale della Fabi secondo cui è "inaccettabile che le colpe di una gestione tutt'altro che trasparente dell'istituto vengano fatte pagare ancora una volta ai dipendenti contrasteremo in tutte le sedi questa politica selvaggia di taglio al costo del lavoro".
A illustrare le linee guida sarà il consigliere delegato e direttore generale, Francesco Iorio che dopo la delibera incontrerà i sindacati. Secondo indiscrezioni raccolte il piano prevederebbe anche la riapertura del turnover, garantendo l'assunzione di nuovo personale, creando quindi nuova occupazione. Ad oggi la banca conta su circa 5.500 dipendenti e circa 650 sportelli. Al tempo stesso, il piano dovrebbe aprire anche un fondo di solidarietà per incentivare l'uscita. Si ipotizza anche della presenza di un secondo fondo che, secondo fonti sindacali, potrebbe essere utilizzato come ammortizzatore per la riduzione volontaria delle ore di lavoro.
La presentazione del piano industriale arriva in un momento delicato per la banca sulla quale proseguono le indagini della magistratura per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza: "Abbiamo in corso un'ispezione non da adesso ma da aprile, per quanto riguarda la nostra competenza, cioè per i profili Mifid - ha detto oggi il presidente della Consob Giuseppe Vegas -. Ci sono altri che fanno ispezioni, un pò alla volta verrà fuori tutto. Di certo non parlerei di cose mancate nei controlli, probabilmente qualche prassi di controllo non è stata adeguata".
E mentre oggi parte l'azione risarcitoria del Codacons che ha chiesto alla Procura di inserirsi nel procedimento come parte offesa, i sindacati sono pronti a scendere sul piede di guerra: "Se i 600 esuberi dovessero essere confermati, ci troveremmo di fronte alla solita beffa confezionata ad arte contro i lavoratori" dice Giuliano Xausa, segretario nazionale della Fabi secondo cui è "inaccettabile che le colpe di una gestione tutt'altro che trasparente dell'istituto vengano fatte pagare ancora una volta ai dipendenti contrasteremo in tutte le sedi questa politica selvaggia di taglio al costo del lavoro".