Economia

Poste in Borsa: titolo per cassettisti con rischi regolamentari

Il business è soggetto all'incertezza di nuove regolamentazioni, dato che la società svolge diverse attività anche non correlate al servizio postale. Dividendo all'80% degli utili per i primi due anni e un'azione in omaggio per ogni venti detenute in portafoglio per almeno un anno dall'Ipo

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MILANO - La quotazione di Poste non è una come tante. Un po' perché il governo torna alla carica con le grandi privatizzazioni, un po' perché la società italiana è una sorta di unicum a livello europeo quindi è difficile trovare un termine di paragone attendibile. L'anima industriale del gruppo, infatti, è duplice: da un lato quella tradizionale legata ai sempre meno redditizzi servizi postali, dall'altro quella bancaria più innovativa. Senza dimenticare che il modello di business è soggetto al rischio di nuove regolamentazioni, dato che Poste svolge diverse attività anche non correlate, dall'ecommerce alle assicurazioni (l'Agcom ha appena alzato le tariffe del servizio).

Di certo prima di prendere qualunque decisione il risparmiatore deve avere ben chiaro il concetto che per quanto Poste richiami il concetto di sicurezza il collocamento riguardi titoli azionari, quindi una categoria di investimento non esente da rischi. Non si tratta di un Bot o Btp con rendimenti garantiti: anzi il titolo sarà soggetto, soprattutto nel breve periodo, alla volatilità già protagonista dei listini negli ultimi anni. Insomma chiunque scelga di scommettere sull'ex monopolista dovrà cambiare mentalità.

Anche perché dopo i recenti rialzi non è scontato che le Borse continuino a salire e quindi il debutto a Piazza Affari della società guidata da Francesco Caio potrebbe non essere dei più semplici. Ecco perché un'operazione di questo genere si rivolge soprattutto a un risparmiatore dal profilo di rischio da cassettista, disposto a mantenere in portafoglio i titoli a lungo.

Agli azionisti che conservano i titoli assegnati in collocamento per 12 mesi viene offerto un bonus di un'azione gratuita per ogni 20 assegnate (bonus del 5%, che sale al 10% per i dipendenti). A far leva in favore dell'investimento c'è anche la promessa di un ricco dividendo almeno per i primi due anni (è prevista la distribuzione di una percentuale non inferiore all'80% dell'utile netto consolidato del 2015 e 2016).

I guadagni derivanti dalle azioni di Poste italiane verranno tassati come qualunque altro investimento azionario: saranno sottoposti a un'aliquota del 26% (la stessa che riguarda i deposti postali, mente i buoni fruttiferi postali, come Bot e Btp godono di un regime agevolato al 12,5%).