Economia

Volkswagen conferma gli investimenti in Italia

(ansa)
Il gruppo che comprese le concessionarie dà lavoro a 11mila dipendenti conferma il piano di sviluppo in Italia. Nell'audizione al Senato, l'ad Nordio annuncia che sono 1.300 le vetture presenti in Italia e sospese dalla vendita. Basso l'impatto sul mercato che procede normalmente
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MILANO - "Non cambierà il Piano di investimenti previsto per l'Italia", sostiene l'amministratore delegato di Volkswagen Italia, Massimo Nordio, parlando di una lettera che il presidente di Audi, Rupert Stadler, ha inviato a Matteo Renzi e ai ministri Padoan e Guidi, in cui viene assicurato l'impegno sul nostro Paese. Nordio, in audizione al Senato, ha ricordato che il gruppo è presente in Italia da più di 60 anni,  impiega 800 lavoratori ma attraverso le concessionarie arriva a dare lavoro a 11 mila persone, e nel 2014 ha venduto quasi 200mila veicoli. Il valore annuale degli acquisti è stato di 2,5 miliardi euro per oltre 1.500 aziende fornitrici italiane". Per quanto riguarda "le vendite c'è stato un impatto modesto. Non abbiamo riscontrato dal punto di vista dei contratti, nel mese di ottobre, cali preoccupanti".

"Vorrei rivolgere mie scuse ai nostri clienti per le notizie diffuse sulle problematiche di gestione dell'emissioni diesel dei prodotti dal gruppo Volkswagen. Siamo profondamente dispiaciuti, tutto ciò non è all'altezza dei nostri standard". "Ai nostri clienti - ha aggiunto Nordio - vorrei dire che non c'è alcun impatto sulla sicurezza e sulla circolazione su strada delle loro auto. Tutte le auto presenti nella nostra capillare rete di vendita sono estranee al problema".  L'ad di Volkswagen Italia ha ribadito che per fare fronte allo scandalo dieselgate, la società presenterà alle autorità competenti "specifiche soluzioni tecniche nel corso dell'ultimo trimestre del 2015 per darvi attuazione nel primo trimestre del 2016 e completarle entro il 2016". ll gruppo Volkswagen sta lavorando "ad una soluzione tecnica per la sostituzione di hardware all'interno del motore" per le auto di cilindrata 1,6 e 1,8 della classe di motori EA 189. "Il numero di veicoli attualmente sospesi in via cautelativa finché non sarà fatta chiarezza è di circa 1.300". Le auto, invece, sulle quali è stata montata la centralina incriminata sono 648mila e riguarda esclusivamente le emissioni di ossido di azoto, o Nox.  "Le emissioni di ossido azoto non sono tuttavia utilizzate in comunicazione né da noi né da nessun altro gruppo: l'unico parametro utilizzato è quello della CO2, l'anidirde carbonica, assieme a quello sul consumo", ha spiegato Nordio. "Abbiamo ricevuto dall'Antitrust una richiesta di informazione - ha premesso Nordio - ma mi pare che questa richiesta sia basata sull'utilizzo della comunciazione di dati di consumo di emissioni non reale. Il problema infatti - ha continuato - riguarda "esclusivamente le emissioni di ossido di azoto".
 
La casa madre prosegue la propria indagine interna e dalle indiscrezioni raccolte dal giornale tedesco Spiegel, smentite però dalla Volkswagen, emergerebbe che sarebbero almeno 30 i dirigenti che rischiano di essere messi a riposo. E continuano le difficoltà negli Usa: il capo designato di Volkswagen Nord America, Winfried Vahland, ha fatto sapere che lascerà il gruppo per divergenze sulla strategia da adottare nella regione. Lo ha riferito in una nota di Skoda, unità del gruppo di Wolfsburg che Vahland guida dal 2010. Il suo nuovo incarico in Nord America era stato assegnato a seguito dello scandalo sulle emissioni diesel truccate. Il manager "ha preso questa decisione per i diversi pareri sul disegno della nuova regione Nord America del gruppo", ma la scelta "non ha alcun rapporto con i recenti accadimenti in materia di motori diesel", ha fatto sapere in un comunicato Skoda.