MILANO - Era partita con un rombo, ma ora rischia di sbandare in curva. Al di là dei facili giochi di parole, il titolo della scuderia del Cavallino rampante scende sotto il prezzo di collocamento fissato a 52 dollari per un controvalore del gruppo di 10 miliardi di dollari, per poi risalire e chiudere a 53,85, con una flessione del 2,13%. Il 21 ottobre scorso, il giorno del debutto, la Ferrari aveva segnato in apertura un +15% a 60 dollari. La prima settimana, seppur corta, sulla borsa americana era finita in aumento dell'8,4% circa.
Dopo l'euforia iniziale, gli investitori hanno iniziato a fare i conti con i multipli della società e sembrano aver giudicato per il momento troppo caro il valore dei primi giorni. Al momento sul mercato è stato quotato il 10% della società, una frazione molto bassa del capitale che limita la liquidità del titolo. A partire da gennaio, arriveranno sul listino anche le azioni Ferrari che verranno consegnate a tutti gli attuali azionisti Fca, in seguito allo spin off della società di Maranello. E tutti saranno liberi di scambiarle. Fca ha offerto sul mercato oltre 18 milioni di titoli Ferrari, che hanno portato la raccolta con la quotazione a 982,4 milioni di dollari. Dopo il collocamento, Fiat Chrysler detiene l'80% del Cavallino (il restante 10% è di Piero Ferrari). All'inizio del 2016, Maranello passerà sotto il controllo di Exor: la holding della famiglia Agnelli avrà il 24% del capitale ma, grazie al meccanismo del voto multiplo, peserà molto di più e faciliterà il controllo insieme a Piero Ferrari (il figlio del fondatore conserverà il suo 10%).
Dopo l'euforia iniziale, gli investitori hanno iniziato a fare i conti con i multipli della società e sembrano aver giudicato per il momento troppo caro il valore dei primi giorni. Al momento sul mercato è stato quotato il 10% della società, una frazione molto bassa del capitale che limita la liquidità del titolo. A partire da gennaio, arriveranno sul listino anche le azioni Ferrari che verranno consegnate a tutti gli attuali azionisti Fca, in seguito allo spin off della società di Maranello. E tutti saranno liberi di scambiarle. Fca ha offerto sul mercato oltre 18 milioni di titoli Ferrari, che hanno portato la raccolta con la quotazione a 982,4 milioni di dollari. Dopo il collocamento, Fiat Chrysler detiene l'80% del Cavallino (il restante 10% è di Piero Ferrari). All'inizio del 2016, Maranello passerà sotto il controllo di Exor: la holding della famiglia Agnelli avrà il 24% del capitale ma, grazie al meccanismo del voto multiplo, peserà molto di più e faciliterà il controllo insieme a Piero Ferrari (il figlio del fondatore conserverà il suo 10%).