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Fca, trimestrale in crescita. Ma gli accantonamenti pesano sul risultato netto

Il risultato netto è in rosso di 299 milioni per i maggiori costi dei richiami, il titolo gira in negativo. L'utile rettificato sale invece a 303 milioni, i ricavi segnano +17%. Confermati gli obiettivi per l'intero esercizio, cala la stima di indebitamento industriale (a 6,6-7,1 miliardi) dopo il collocamento di Ferrari
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MILANO - Fca chiude il terzo trimestre dell'anno con una crescita dei ricavi del 17%, a 27,5 miliardi di euro, mentre il risultato netto è in perdita per 299 milioni a causa di 602 milioni di accantonamenti legati ai richiami di vetture. Nel giorno della pubblicazione dei conti anche di Ferrari, sono confermati gli obiettivi per l'intero 2015 del Lingotto, che erano stati rialzati nel secondo periodo dell'anno, mentre la previsione di indebitamento netto industriale scende in una forchetta di 6,6-7,1 miliardi di euro, rispetto ai precedenti 7,5-8 miliardi, grazie al collocamento del Cavallino Rampante. Nervosa la reazione di Borsa, con il titolo che a Milano termina in ribasso di circa due punti percentuali.

I dati adjusted, cioè depurati delle voci non ricorrenti, parlano di una crescita. L'ebit (il risultato operativo) è stato pari a 1.303 milioni di euro, in crescita del 35% rispetto ai 968 milioni di euro del terzo trimestre 2014. Le voci stra…
MILANO - Fca chiude il terzo trimestre dell'anno con una crescita dei ricavi del 17%, a 27,5 miliardi di euro, mentre il risultato netto è in perdita per 299 milioni a causa di 602 milioni di accantonamenti legati ai richiami di vetture. Nel giorno della pubblicazione dei conti anche di Ferrari, sono confermati gli obiettivi per l'intero 2015 del Lingotto, che erano stati rialzati nel secondo periodo dell'anno, mentre la previsione di indebitamento netto industriale scende in una forchetta di 6,6-7,1 miliardi di euro, rispetto ai precedenti 7,5-8 miliardi, grazie al collocamento del Cavallino Rampante. Nervosa la reazione di Borsa, con il titolo che a Milano termina in ribasso di circa due punti percentuali.

I dati adjusted, cioè depurati delle voci non ricorrenti, parlano di una crescita. L'ebit (il risultato operativo) è stato pari a 1.303 milioni di euro, in crescita del 35% rispetto ai 968 milioni di euro del terzo trimestre 2014. Le voci straordinarie escluse dal computo sono "un onere ante imposte di 761 milioni di euro per la variazione di stima nella determinazione dei costi per campagne di richiamo future relative a veicoli venduti in Nordamerica in periodi precedenti". Nel dettaglio, spiega più avanti la nota Fca, "a seguito del recente aumento dei costi e della frequenza delle campagne di richiamo, il Gruppo ha rivisto la metodologia attuariale utilizzata per la stima dei costi dei richiami futuri. Di conseguenza è stato rilevato un aggiustamento di 761 milioni di euro per gli Stati Uniti e il Canada relativo alla variazione nella stima dei costi per future campagne di richiamo relativamente". Dal risultato operativo adjuster si esclude inoltre una posta da "142 milioni di euro relativa alla svalutazione di giacenze oltre ad incentivi addizionali su veicoli danneggiati a seguito dell'esplosione avvenuta lo scorso 12 agosto nel porto di Tianjin in Cina (di cui è atteso il recupero tramite indennizzo assicurativo)".

Il risultato operativo ha beneficiato della performance del mercato del Nordamerica, che ha più che raddoppiato il risultato precedente, mentre quello del Sudamerica è tornato in positivo. L'utile netto, sempre depurato delle voci straordinarie, è stato di 303 milioni di euro, a fronte dei 230 milioni di euro del terzo trimestre 2014. Ancora, il comunicato di Fiat Chrysler segnala che l'indebitamento netto industriale è diminuito di 0,2 miliardi di euro rispetto al 30 giugno 2015 attestandosi a 7,8 miliardi di euro, mentre la liquidità disponibile rimane forte a 24,9 miliardi di euro.

Fca ha dunque confermato i numeri attesi per l'intero esercizio: "Consegne a livello globale a circa 4,8 milioni di veicoli; Ricavi a oltre 110 miliardi di euro; Ebit adjusted pari o superiore a 4,5 miliardi di euro; Utile netto adjusted pari a circa 1,2 miliardi di euro con un utile base per azione (EPS) adjusted pari a circa 0,77 euro; Il target per l’indebitamento netto industriale, ora compreso tra 6,6 e 7,1 miliardi di euro (da 7,5 e 8,0 miliardi di euro), è stato rivisto per tener conto delle transazioni completate in relazione all'Ipo di Ferrari". Nella conference call pomeridiana, l'amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, ha confermato i target al 2018.