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Telecom, Niel in Consob per due ore

L'authority di controllo dei mercati vuole verificare che non ci sia concerto tra l'imprenditore francesce che detiene in potenza il 15% del capitale e Vivendi, primo azionista dell'ex monopolista con il 20% delle azioni
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MILANO - L'imprenditore francese Xavier Niel, detentore di una quota potenziale del 15% in Telecom Italia, ha lasciato la Consob dopo un paio d'ore circa di riunioni. All'uscita Niel, che era accompagnato da altre persone, ha evitato i giornalisti passando rapidamente a bordo di un van nero con i vetri oscurati. La visita era in qualche modo attesa dopo che l'authority di vigilanza sui mercati aveva "acceso un faro" sugli investimenti dell'imprenditore che in Francia possiede Free. L'obiettivo della Consob è verificare che l'operazione di mercato si svolga secondo le regole e - soprattutto - che non ci sia un concerto con Vivendi, la società del finanziere Bretone Vincent Bollorè che controlla il 20% di Telecom Italia. Se così fosse, infatti, scatterebbe l'obbligo di Opa.

Niel opera attraverso Rock Internet, ma il suo investimento non viene letto dal mercato come una mossa di supporto alla presenza francese gi&agra…
MILANO - L'imprenditore francese Xavier Niel, detentore di una quota potenziale del 15% in Telecom Italia, ha lasciato la Consob dopo un paio d'ore circa di riunioni. All'uscita Niel, che era accompagnato da altre persone, ha evitato i giornalisti passando rapidamente a bordo di un van nero con i vetri oscurati. La visita era in qualche modo attesa dopo che l'authority di vigilanza sui mercati aveva "acceso un faro" sugli investimenti dell'imprenditore che in Francia possiede Free. L'obiettivo della Consob è verificare che l'operazione di mercato si svolga secondo le regole e - soprattutto - che non ci sia un concerto con Vivendi, la società del finanziere Bretone Vincent Bollorè che controlla il 20% di Telecom Italia. Se così fosse, infatti, scatterebbe l'obbligo di Opa.

Niel opera attraverso Rock Internet, ma il suo investimento non viene letto dal mercato come una mossa di supporto alla presenza francese già esistente. E la stessa Vivendi ha escluso che ci sia un accordo, anche se non mancano alcuni analisti che vedono possibile uno spalleggiarsi dei due soci forti.

Sull'argomento, intanto, è intervenuto anche l'economista Innocenzo Cipolletta, presidente di Aifi e Fii: "Penso che Telecom Italia avrebbe avuto bisogno di un aumento di capitale nel suo passato, in questa maniera avrebbe potuto diventare una società più patrimonializzata e quindi effettivamente una public company. E la dimensione avrebbe consentito di gestire questa azienda senza raider, senza assalitori. Oggi, invece, è una preda del mercato".