MILANO - Eni e il Fondo strategico italiano (controllato dalla Cdp) comunicano che il corrispettivo di acquisto della prtecipazione del 12,5% di Saipem sarà pari a 463,24 milioni di euro. E' quanto si legge in una nota congiunta, in relazione al contratto di compravendita siglato qualche giorno fa sulla cessione da Eni in favore di Fsi, subordinatamente al verificarsi di alcune condizioni sospensive, di una partecipazione nel capitale di saipem di 55.176.364 azioni ordinarie, pari al 12,5% del capitale sociale più un'azione. Il prezzo di ciascuna azione ordinaria di Saipem acquistata da Fsi, precisa la nota, sarà dunque pari a 8,3956 euro. Il titolo Saipem tratta attualmente sopra quella soglia, in area 8,67 euro.
Il prezzo per azione, si legge nella nota congiunta, corrisponde alla media aritmetica dei prezzi ufficiali delle azioni ordinarie di saipem registrati nei due giorni di Borsa aperta anteriori e nei quattro giorni di Borsa aperta successivi all'annuncio al mercato dell'operazione di aumento di capitale in opzione da parte di Saipem - avvenuto in data 27 ottobre 2015 - e, pertanto, nei giorni di borsa aperta 26 e 27 ottobre 2015 e nei giorni di borsa aperta 28, 29 e 30 ottobre 2015 e 2 novembre 2015. Tale prezzo per azione, conclude la nota, è risultato compreso nel range di prezzo minimo (7,40 euro) e massimo (8,83 euro) individuato dalle parti ai sensi del contratto di compravendita.
Dai patti tra le due parti, nella serata di ieri è emerso che Eni dovrà avere il preventivo gradimento di Fsi per cedere pacchetti di Saipem superiori al 5%, fuori dal patto di sindacato sottoscritto nell'ambito del riassetto della controllata del Cane a sei zampe. Nel patto è vincolato il 25,006% delle quote di Saipem (12,503% di Eni e 12,503% di Fsi). Nell'ambito dell'operazione di rimodulazione del debito, infatti, Fsi si è impegnata ad acquistare da Eni il 12,5% di Saipem e partecipare alla ricapitalizzazione da 3,5 miliardi che sarà sottoposta all'assemblea del 2 dicembre. Eni, che attualmente, ha il 42,9% di Saipem vede così ridursi la sua quota al 30,4%. La partecipazione apportata al patto non potrà essere ceduta per tutto l'arco dell'accordo che durerà tre anni, estendibili di altri tre salvo disdetta sei mesi prima della scadenza. Le azioni non sindacate, invece, "potranno essere liberamente trasferite in tutto o in parte con qualsiasi modalità, fermo restando che qualsiasi trasferimento, da parte di eni, di una partecipazione di azioni non sindacate superiori al 5% del capitale ordinario di saipem in favore, direttamente e/o indirettamente, di un medesimo soggetto, sarà soggetto alla preventiva espressione di gradimento da parte di Fsi". Tuttavia c'è un'eccezione contemplata "per i soli trasferimenti in favore di investitori finanziari di natura istituzionale (incluse le banche, gli intermediari autorizzati, le società assicurative, i fondi di investimento e i fondi sovrani), per i quali il suddetto limite del 5% non troverà applicazione".
Il prezzo per azione, si legge nella nota congiunta, corrisponde alla media aritmetica dei prezzi ufficiali delle azioni ordinarie di saipem registrati nei due giorni di Borsa aperta anteriori e nei quattro giorni di Borsa aperta successivi all'annuncio al mercato dell'operazione di aumento di capitale in opzione da parte di Saipem - avvenuto in data 27 ottobre 2015 - e, pertanto, nei giorni di borsa aperta 26 e 27 ottobre 2015 e nei giorni di borsa aperta 28, 29 e 30 ottobre 2015 e 2 novembre 2015. Tale prezzo per azione, conclude la nota, è risultato compreso nel range di prezzo minimo (7,40 euro) e massimo (8,83 euro) individuato dalle parti ai sensi del contratto di compravendita.
Dai patti tra le due parti, nella serata di ieri è emerso che Eni dovrà avere il preventivo gradimento di Fsi per cedere pacchetti di Saipem superiori al 5%, fuori dal patto di sindacato sottoscritto nell'ambito del riassetto della controllata del Cane a sei zampe. Nel patto è vincolato il 25,006% delle quote di Saipem (12,503% di Eni e 12,503% di Fsi). Nell'ambito dell'operazione di rimodulazione del debito, infatti, Fsi si è impegnata ad acquistare da Eni il 12,5% di Saipem e partecipare alla ricapitalizzazione da 3,5 miliardi che sarà sottoposta all'assemblea del 2 dicembre. Eni, che attualmente, ha il 42,9% di Saipem vede così ridursi la sua quota al 30,4%. La partecipazione apportata al patto non potrà essere ceduta per tutto l'arco dell'accordo che durerà tre anni, estendibili di altri tre salvo disdetta sei mesi prima della scadenza. Le azioni non sindacate, invece, "potranno essere liberamente trasferite in tutto o in parte con qualsiasi modalità, fermo restando che qualsiasi trasferimento, da parte di eni, di una partecipazione di azioni non sindacate superiori al 5% del capitale ordinario di saipem in favore, direttamente e/o indirettamente, di un medesimo soggetto, sarà soggetto alla preventiva espressione di gradimento da parte di Fsi". Tuttavia c'è un'eccezione contemplata "per i soli trasferimenti in favore di investitori finanziari di natura istituzionale (incluse le banche, gli intermediari autorizzati, le società assicurative, i fondi di investimento e i fondi sovrani), per i quali il suddetto limite del 5% non troverà applicazione".