Economia

Tangenti Saipem, sequestri milionari per Varone e Bedjaoui

Il gup di Milano ha autorizzato il sequestro per decine di milioni di euro di beni riconducibili a tre personaggi coinvolti nello scandalo delle concessioni petrolifere in Algeria: oltre all'ex direttore delle attività operative anche gli intermediari Bedjaoui e Samyr Ouraied

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MILANO - Sequestri preventivi milionari per tre imputati del processo Saipem. Il gup di Milano, Alessandra Clemente, lo scorso 9 ottobre ha autorizzato il sequestro per decine di milioni di euro di beni riconducibili a tre personaggi coinvolti nello scandalo delle concessioni petrolifere in Algeria.

I destinatari del provvedimento, richiesto dai pm Fabio De Pasquale, Giordano Baggio e Isidoro Palma, sono Pietro Varone, ex direttore delle attività operative di Saipem, Farid Bedjaoui, "persona di fiducia del ministro algerino dell'Energia, Khelil Chekib", e di Samyr Ouraied, "in qualità di beneficiario di Bedjaoui, amministratore della Pearl Partners Limited di Hong Kong e intestatario di conti bancari a Hong Kong e in Libano".

I tre sono accusati di concorso in corruzione internazionale, per aver gestito un ampio giro di tangenti per il rilascio di concessioni per lo sfruttamento di giacimenti in Algeria. In totale, per garantirsi appalti da circa 9 miliardi di euro, ai prestanome dell'ex ministro algerino e ad alcuni manager della società Sonatrach, i manager Saipem sono imputati di aver versato quasi 200 milioni di euro di tangenti.

Dall'inchiesta sono usciti con l'assoluzione al termine dell'udienza preliminare, anche l'ex numero uno di Eni, Paolo Scaroni, e alcuni suoi stretti manager. Gli uomini del Nucleo di polizia tributaria hanno messo i sigilli a due conti correnti a Lugano, intestati a Varone, su cui erano depositati circa 5 milioni di euro, oltre ad alcuni immobili di proprietà dell'ex manager Saipem, a Sessa Aurunca e in provincia di Latina.

A Bedjaoui - sfuggito fino a oggi a un ordine d'arresto internazionale - sono stati sequestrati tre conti bancari in Svizzera e in Asia per poco più di 37 milioni di dollari, 9 conti in Lussemburgo, e alcuni immobili negli Stati Uniti per poco più di 220 milioni di dollari, tra cui due suite all'ex Palace Hotel di New York.