Pausa natalizia per il Qe di Draghi. Le carte in mano al governatore
Raffaele Ricciardi, di RAFFAELE RICCIARDILa Bce sospenderà gli acquisti durante le festività per non distorcere il mercato, che sarà 'poco liquido'. Ma, prima di allora, si attendono novità sul Quantitative easing: dall'ampliamento del programma a un nuovo obiettivo di inflazione, le opzioni sul tavolo di Francoforte. Tagliare i tassi sui depositi resta una via privilegiata, perché in automatico armerebbe il bazooka di nuove cartucce
MILANO - Pausa invernale per il programma d'acquisto di titoli di Stato della Bce: la Banca centrale europea sospenderà il Quantitative easing in dicembre, in particolare dal 22 dicembre al primo gennaio 2016. Di fatto, gli acquisti ripartiranno con lunedì 4 gennaio 2016, al termine delle festività natalizie. La decisione mira ad evitare possibili distorsioni di mercato dovute a condizioni di mercato prevedibilmente poco liquide. La Bce intende compensare questa temporanea interruzione degli acquisti, accelerando su quelli previsti tra il 27 novembre e il 21 dicembre, sfruttando anche le migliori condizioni di mercato prevalenti in questo periodo. La Bce aveva preso una decisione simile anche per l'estate di quest'anno, anticipando una parte degli acquisti alla tarda primavera-inizio estate in anticipazione di condizioni di mercato piatte durante il tradizionale periodo di ferie estive.
Prima che arrivi quella pausa, però, il Qe probabilmente s…
Prima che arrivi quella pausa, però, il Qe probabilmente s…
MILANO - Pausa invernale per il programma d'acquisto di titoli di Stato della Bce: la Banca centrale europea sospenderà il Quantitative easing in dicembre, in particolare dal 22 dicembre al primo gennaio 2016. Di fatto, gli acquisti ripartiranno con lunedì 4 gennaio 2016, al termine delle festività natalizie. La decisione mira ad evitare possibili distorsioni di mercato dovute a condizioni di mercato prevedibilmente poco liquide. La Bce intende compensare questa temporanea interruzione degli acquisti, accelerando su quelli previsti tra il 27 novembre e il 21 dicembre, sfruttando anche le migliori condizioni di mercato prevalenti in questo periodo. La Bce aveva preso una decisione simile anche per l'estate di quest'anno, anticipando una parte degli acquisti alla tarda primavera-inizio estate in anticipazione di condizioni di mercato piatte durante il tradizionale periodo di ferie estive.
Prima che arrivi quella pausa, però, il Qe probabilmente sarà rivisto: è questa l'attesa dei mercati per la riunione di inizio dicembre dell'Eurotower. Tra le varie opzioni sul tavolo, oltre all'aumento del programma di acquisto dei bond (inclusi quelli regionali), secondo le indiscrezioni Reuters l'Eurotower starebbe valutando un doppio livello per i tassi di deposito, cioè per quei tassi che le banche attualmente pagano, essendo già negativi, per parcheggiare il loro denaro sui conti dell'istituto di Francoforte. In pratica, secondo quanto rivelano fonti della Bce, l'Eurotower starebbe valutando la possibilità di penalizzare maggiormente chi più deposita, rendendo il tasso sui depositi, che attualmente è -0,20%, proporzionale all'ammontare dei depositi stesso. Tra le ipotesi in discussione, secondo le fonti, ci sarebbe anche la possibilità di acquistare bond in ristrutturazione a rischio di non rimborso.
Il governatore non ha escluso nulla in merito alla forma delle nuove misure di allentamento, ma secondo Paul Diggle, economista di Aberdeen AM, ci sono alcune vie percorribili: "A nostro avviso, le possibili alternative sono: un'estensione dell'attuale programma di acquisto di asset oltre il termine di settembre 2016; un incremento degli acquisti mensili di asset dagli attuali 60 miliardi di euro al mese; una modifica della composizione degli asset acquistati nell'ambito del programma, con la probabile inclusione delle obbligazioni corporate e high yield (ad altro rischio/rendimento); un taglio dei tassi di interesse principali della Bce: il tasso sui depositi (già a -0,2%) e il tasso di interesse attivo (attualmente allo 0,05%); misure innovative, come la ridefinizione dell'obiettivo di inflazione della Bce, l'inclusione di titoli azionari, prestiti bancari e obbligazioni estere nel programma di acquisto, o l'emissione di moneta (da destinare direttamente alle famiglie)".
Insomma, il ventaglio di possibilità è ben ampio. "L'esito più probabile della riunione di dicembre", sostiene ancora l'esperto, "sarà una combinazione delle prime quattro misure. Le prime tre misure porterebbero a un ampliamento delle dimensioni e dell'ambito complessivo del programma di acquisto di asset della Bce, che è attualmente piuttosto limitato rispetto ai programmi adottati da Stati Uniti e Regno Unito se si considerano le dimensioni dell'economia. La quarta misura, ovvero il taglio ulteriore dei tassi di interesse in territorio negativo, sembra più appropriata di quanto non fosse fino a poco tempo fa, in quanto i problemi dell'Eurozona hanno ora una natura macroeconomica più 'convenzionale'. L'economia è colpita, infatti, da una carenza di domanda e da un mercato del lavoro debole che crea ben poco in termini di pressione inflazionistica, diversamente dal problema iniziale, che era la totale assenza di funzionamento del settore bancario".
In questo modo, Draghi riuscirebbe anche ad ovviare ad un altro problema: tagliare il tasso d'interesse sui depositi potrebbe amplierebbe automaticamente l'universo di asset acquistabili dalla Bce, che rischiano di scarseggiare (soprattutto in Paesi come la Germania, dove i rendimenti dei titoli di Stato sono in negativo fino ai quinquennali). Il tasso sui depositi, infatti, è il limite di rendimento oltre il quale la Bce non si può spingere per acquistare titoli: non può comprare bond che rendano meno di quel tasso (ora al -0,2%).
Prima che arrivi quella pausa, però, il Qe probabilmente sarà rivisto: è questa l'attesa dei mercati per la riunione di inizio dicembre dell'Eurotower. Tra le varie opzioni sul tavolo, oltre all'aumento del programma di acquisto dei bond (inclusi quelli regionali), secondo le indiscrezioni Reuters l'Eurotower starebbe valutando un doppio livello per i tassi di deposito, cioè per quei tassi che le banche attualmente pagano, essendo già negativi, per parcheggiare il loro denaro sui conti dell'istituto di Francoforte. In pratica, secondo quanto rivelano fonti della Bce, l'Eurotower starebbe valutando la possibilità di penalizzare maggiormente chi più deposita, rendendo il tasso sui depositi, che attualmente è -0,20%, proporzionale all'ammontare dei depositi stesso. Tra le ipotesi in discussione, secondo le fonti, ci sarebbe anche la possibilità di acquistare bond in ristrutturazione a rischio di non rimborso.
Il governatore non ha escluso nulla in merito alla forma delle nuove misure di allentamento, ma secondo Paul Diggle, economista di Aberdeen AM, ci sono alcune vie percorribili: "A nostro avviso, le possibili alternative sono: un'estensione dell'attuale programma di acquisto di asset oltre il termine di settembre 2016; un incremento degli acquisti mensili di asset dagli attuali 60 miliardi di euro al mese; una modifica della composizione degli asset acquistati nell'ambito del programma, con la probabile inclusione delle obbligazioni corporate e high yield (ad altro rischio/rendimento); un taglio dei tassi di interesse principali della Bce: il tasso sui depositi (già a -0,2%) e il tasso di interesse attivo (attualmente allo 0,05%); misure innovative, come la ridefinizione dell'obiettivo di inflazione della Bce, l'inclusione di titoli azionari, prestiti bancari e obbligazioni estere nel programma di acquisto, o l'emissione di moneta (da destinare direttamente alle famiglie)".
Insomma, il ventaglio di possibilità è ben ampio. "L'esito più probabile della riunione di dicembre", sostiene ancora l'esperto, "sarà una combinazione delle prime quattro misure. Le prime tre misure porterebbero a un ampliamento delle dimensioni e dell'ambito complessivo del programma di acquisto di asset della Bce, che è attualmente piuttosto limitato rispetto ai programmi adottati da Stati Uniti e Regno Unito se si considerano le dimensioni dell'economia. La quarta misura, ovvero il taglio ulteriore dei tassi di interesse in territorio negativo, sembra più appropriata di quanto non fosse fino a poco tempo fa, in quanto i problemi dell'Eurozona hanno ora una natura macroeconomica più 'convenzionale'. L'economia è colpita, infatti, da una carenza di domanda e da un mercato del lavoro debole che crea ben poco in termini di pressione inflazionistica, diversamente dal problema iniziale, che era la totale assenza di funzionamento del settore bancario".
In questo modo, Draghi riuscirebbe anche ad ovviare ad un altro problema: tagliare il tasso d'interesse sui depositi potrebbe amplierebbe automaticamente l'universo di asset acquistabili dalla Bce, che rischiano di scarseggiare (soprattutto in Paesi come la Germania, dove i rendimenti dei titoli di Stato sono in negativo fino ai quinquennali). Il tasso sui depositi, infatti, è il limite di rendimento oltre il quale la Bce non si può spingere per acquistare titoli: non può comprare bond che rendano meno di quel tasso (ora al -0,2%).