Economia

Edison cresce nell'idroelettrico e guarda al risiko

Accordo con l'altoatesina Sel, a gennaio la svolta con il nuovo amministratore delegato Marc Benayoun. L'operazione da 190 milioni di euro sarà conclusa nel primo trimestre del 2016

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MILANO - Edison si rafforza nell'idroelettrico attraverso un'operazione con la quale il gruppo recide anche gli ultimi legami con Sel, la società energetica altoatesina da poco convolata a nozze con l'azienda elettrica locale Aew e già socia di Foro Bonaparte prima del definitivo passaggio del gruppo, nel 2012, sotto il controllo della francese Edf. Dal primo gennaio con l'arrivo, da Parigi, del nuovo amministratore delegato Marc Benayoun, Edison volterà pagina, anche aprendo il capitale a nuovi azionisti in parallelo con possibili alleanze nell'ambito del consolidamento del settore.

Ma l'idroelettrico resta strategico e in questo prospettiva si inquadra l'accordo di fine anno. L'operazione da 190 milioni di euro sarà conclusa nel primo trimestre del 2016 e prevede lo scambio tra le partecipazioni di Edison in Hydros (40%) e SelEdison (42%) in provincia di Bolzano, che vanno alla società altoatesina, e gli impianti idroelettrici di Sel in Friuli Venezia Giulia. Si tratta di 23 centrali large e mini-idro sul torrente Cellina in provincia di Pordenone per una potenza installata di 90 MW. Vanno ad aggiungersi agli 1,4 GW degli attuali 47 impianti idroelettrici di Edison su tutto l'arco alpino (pari al 28% della produzione totale del gruppo) con un impatto positivo sull'Ebitda di circa 30 milioni l'anno.

"L'asset idroelettrico è strategico per la nostra società. L'accordo di oggi conferma l'impegno di Edison nel settore della generazione idroelettrica e testimonia l'intenzione di essere parte attiva nel consolidamento dell'industria elettrica italiana", sottolinea l'ad uscente Bruno Lescoeur. "La collaborazione con Sel - aggiunge - è stata da sempre positiva e continuerà a esserlo anche in futuro grazie a nuovi accordi di cooperazione industriale".

Non di solo idroelettrico e di rinnovabili vive peraltro Edison che ha bisogno, al pari di altri concorrenti nel mercato italiano dell'energia, di raggiungere una dimensione critica. Stesso discorso vale per le municipalizzate, anch'esse pronte al risiko. Tra i dossier che il nuovo amministratore delegato troverà sul tavolo ci sono, prima ancora di Sorgenia, la ceca Eph che si è già mossa acquistando gli impianti termoelettrici e a carbone di E.on. Edison potrebbe poi puntare ai clienti della stessa E.on e a quelli di Eni.