ROMA – Si dimette un pezzo da novanta della Rai. Camillo Rossotto, che era il chief financial officer, il capo della finanza di Viale Mazzini, lascia e si trasferisce alla Lavazza (sempre nel ruolo chiave di capo della finanza). Il manager era anche presidente di RaiWay, società delle antenne che proprio lui ha condotto per mano verso una fortunata quotazione in Borsa. La quotazione ha permesso alla tv di Stato di chiudere il bilancio del 2014 con un risultato positivo netto pari a 57 milioni.
Rossotto e l'allora direttore generale della televisione pubblica Luigi Gubitosi hanno all'attivo anche il pareggio dei conti nel 2013 (dopo una perdita di 250 milioni nell'esercizio precedente), con un anno di anticipo rispetto alle previsioni. Nel 2015, quindi, la prima emissione di un bond obbligazionario nella storia della Rai, dopo un lusinghiero rating da parte di Moody's. Un tasso di interesse all'1,5 per cento per cinque anni ha permesso a Viale Mazzini di alleggerire molto il suo debito sia in termini di oneri e sia come tempi. La casa madre Rai Spa può guardare al futuro, adesso, forte di un patrimonio netto vicino al miliardo.
Per l’attuale direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, la perdita di Rossotto non è cosa da poco. Campo Dall'Orto peraltro sta assumendo nuovi manager solo con contratti a termine, della durata massima di 3 anni. Una condizione giusta sul piano morale. Nello stesso tempo non aiuta a ingaggiare dei "fuoriclasse" nei ruoli aziendali che davvero contano.
Rossotto, torinese, classe 1962, manager di scuola Fiat, arriva alla tv di Stato nella stagione Gubitosi. La casella di chief financial officer – prima del suo ingaggio – era vacante da 9 anni a Viale Mazzini.
Laureato in Scienze Politiche, Master in Business Administration alla New York University, Rossotto approda in Fiat nel 1989, dove ricopre posizioni chiave tra Italia, Stati Uniti, Germania e Brasile, sempre nel comparto finanza. Nel 2000, dopo un breve periodo in Barilla, rientra in Fiat come direttore finanziario dell’Auto. Nel 2005 nuova tappa negli Stati Uniti, come direttore finanziario della Cnh (colosso delle macchine agricole partecipato dal Lingotto). Qui nel 2007 è nominato capo della finanza della società gemella Cnh Capital. Eccolo dal 2008 ancora in Europa, stavolta come responsabile della Cnh Capital Europe.
Nel marzo 2010, dopo un breve periodo come amministratore delegato della Fga Capital - la joint venture tra Fiat e Crédit Agricole - è direttore finanziario dell’intera galassia Fiat. Nel 2012 poi è a capo della finanza della Cnh e, nello stesso tempo, direttore finanziario di Fiat Industrial. Quindi l’avventura in Rai, che si chiude oggi.
Rossotto e l'allora direttore generale della televisione pubblica Luigi Gubitosi hanno all'attivo anche il pareggio dei conti nel 2013 (dopo una perdita di 250 milioni nell'esercizio precedente), con un anno di anticipo rispetto alle previsioni. Nel 2015, quindi, la prima emissione di un bond obbligazionario nella storia della Rai, dopo un lusinghiero rating da parte di Moody's. Un tasso di interesse all'1,5 per cento per cinque anni ha permesso a Viale Mazzini di alleggerire molto il suo debito sia in termini di oneri e sia come tempi. La casa madre Rai Spa può guardare al futuro, adesso, forte di un patrimonio netto vicino al miliardo.
Per l’attuale direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, la perdita di Rossotto non è cosa da poco. Campo Dall'Orto peraltro sta assumendo nuovi manager solo con contratti a termine, della durata massima di 3 anni. Una condizione giusta sul piano morale. Nello stesso tempo non aiuta a ingaggiare dei "fuoriclasse" nei ruoli aziendali che davvero contano.
Rossotto, torinese, classe 1962, manager di scuola Fiat, arriva alla tv di Stato nella stagione Gubitosi. La casella di chief financial officer – prima del suo ingaggio – era vacante da 9 anni a Viale Mazzini.
Laureato in Scienze Politiche, Master in Business Administration alla New York University, Rossotto approda in Fiat nel 1989, dove ricopre posizioni chiave tra Italia, Stati Uniti, Germania e Brasile, sempre nel comparto finanza. Nel 2000, dopo un breve periodo in Barilla, rientra in Fiat come direttore finanziario dell’Auto. Nel 2005 nuova tappa negli Stati Uniti, come direttore finanziario della Cnh (colosso delle macchine agricole partecipato dal Lingotto). Qui nel 2007 è nominato capo della finanza della società gemella Cnh Capital. Eccolo dal 2008 ancora in Europa, stavolta come responsabile della Cnh Capital Europe.
Nel marzo 2010, dopo un breve periodo come amministratore delegato della Fga Capital - la joint venture tra Fiat e Crédit Agricole - è direttore finanziario dell’intera galassia Fiat. Nel 2012 poi è a capo della finanza della Cnh e, nello stesso tempo, direttore finanziario di Fiat Industrial. Quindi l’avventura in Rai, che si chiude oggi.