MILANO - Il colosso della chimica tedesco Basf sarebbe pronto a entrare a gamba tesa per rovinare il matrimonio tra l'americana DuPont che a dicembre ha accettato la fusione con la connazionale Dow Chemical per 55 miliardi di dollari.
Il gruppo tedesco numero uno al mondo, per non essere schiacciato dal colosso che si creerebbe tra le due aziende americane, secondo il Financial Times starebbe studiando di fare una controfferta su DuPont. Anche se i dettagli dell'operazione non sono noti, solo per la rottura delle trattative con Dow Chemical, chiunque dovrebbe spendere 1,9 miliardi di penale, che in gergo si chiama "break up fee" (tassa per la rottura di una trattativa).
A fine anno Basf - che già lavora con gli advisor Deutsche Bank e Citigroup per valutare un'offerta per DuPont - sarebbe stata presa in contropiede dal gruppo statunitense prima che accettasse la fusione con Dow Chemical. Il fatto è che - stando a fonti finanziarie autorevoli - le nozze tra Basf e DuPont, potrebbero incorrere in alcuni problemi da parte dell'Antitrust.
Peraltro, secondo il Financial Times, a gennaio il colosso tedesco stava anche guardando con interesse il colosso svizzero dell'agrochimica Syngenta, ma i cinesi di ChemChina che già avevano tentato di conquistare il gruppo, li hanno battuti sul tempo con un offerta da 43 miliardi di dollari difficile da migliorare.
Il gruppo tedesco numero uno al mondo, per non essere schiacciato dal colosso che si creerebbe tra le due aziende americane, secondo il Financial Times starebbe studiando di fare una controfferta su DuPont. Anche se i dettagli dell'operazione non sono noti, solo per la rottura delle trattative con Dow Chemical, chiunque dovrebbe spendere 1,9 miliardi di penale, che in gergo si chiama "break up fee" (tassa per la rottura di una trattativa).
A fine anno Basf - che già lavora con gli advisor Deutsche Bank e Citigroup per valutare un'offerta per DuPont - sarebbe stata presa in contropiede dal gruppo statunitense prima che accettasse la fusione con Dow Chemical. Il fatto è che - stando a fonti finanziarie autorevoli - le nozze tra Basf e DuPont, potrebbero incorrere in alcuni problemi da parte dell'Antitrust.
Peraltro, secondo il Financial Times, a gennaio il colosso tedesco stava anche guardando con interesse il colosso svizzero dell'agrochimica Syngenta, ma i cinesi di ChemChina che già avevano tentato di conquistare il gruppo, li hanno battuti sul tempo con un offerta da 43 miliardi di dollari difficile da migliorare.