MILANO - Il Gruppo L’Espresso (editore de “La Repubblica”) ha chiuso il primo trimestre 2016 con un risultato operativo in leggera crescita a 10,3 milioni di euro. I ricavi sono in calo del 3,5% a 140,8 milioni di euro "con un'attenuazione della flessione rispetto a quanto registrato negli esercizi precedenti" spiega una nota. Il risultato netto delle attività destinate a continuare è stato positivo per 6 milioni (contro i 5,8 milioni del 2015) e la nota ricorda la vendita, a fine gennaio 2015, del canale televisivo DeejayTv a Discovery Italia con una plusvalenza di 6,3 milioni. L'utile netto è stato di 6,1 milioni (era di 12 milioni nel 2015). In merito all'esercizio in corso "il mercato pubblicitario, nei primi due mesi dell'anno, ha mostrato una ripresa con evoluzioni positive per televisione, internet e radio ed una attenuazione del calo per la stampa. Tuttavia - spiega L'Espresso in una nota - alla luce degli andamenti mensili la previsione per l'intero esercizio resta ancora incerta". In questo contesto il gruppo valuta di aver conseguito nel primo trimestre " risultati operativi in linea con quelli dello scorso esercizio e un risultato netto decisamente positivo".
Il presidente del gruppo, Carlo De Benedetti, ha colto l'occasione per rispondere alle critiche all'operazione con la Stampa, avanzate dal presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri. "Il gruppo L'Espresso arriverà alla fusione con la Stampa, prevista per il primo trimestre 2017, in regola con i limiti Antitrust previsti per l'editoria", ha detto De Benedetti parlando con i giornalisti a margine dell'assemblea della società che si è svolta oggi a Roma. "Ridurremo la nostra quota, che oggi è del 23%, entro la fine dell'anno", ha risposto De Benedetti a chi gli chiedeva come sarà affrontato l'eccesso di tiratura che renderebbe impossibile la fusione. I limiti Antitrust prevedono che un gruppo non possa avere una quota di mercato superiore al 20% delle tirature e, in caso di fusione, il limite deve essere raggiunto nell'anno precedente. La fusione dei due gruppi è prevista entro il 31 marzo 2017. L'imprenditore ha anche aggiunto che "ci sarà bisogno di qualche aggiustamento, la riduzione dei gratuiti, nella distribuzione, ma non sarà un risultato difficile da raggiungere". Con la fusione per incorporazione di Itedi il gruppo Espresso "fa un salto avanti molto importante e diventa il primo editore del paese", afferma il presidente, soffermandosi anche sul successo dell'edizione digitale di Repubblica , "il primo sito di news italiano con un distacco dal secondo che negli ultimi mesi si avvicina al 40 per cento".
Quanto alla cedola, l'Espresso non distribuirà un dividendo sull'esercizio 2015 per rafforzare il suo patrimonio. "Avremmo potuto distribuire un dividendo utilizzando le riserve - ha spiegato De Benedetti - ma la salvaguardia del conto patrimoniale ha prevalso rispetto alle esigenze legittime degli azionisti". "Non abbiamo ritenuto opportuno distribuire un dividendo - ha aggiunto - gli altri azionisti hanno condiviso la decisione". "Questa società - ha concluso De Benedetti - ha ridotto il proprio indebitamento in maniera estremamente significativa negli ultimi 8 anni e ci presentiamo per la prima volta con una situazione finanziaria positiva, caso unico tra i nostri concorrenti".
Il presidente del gruppo, Carlo De Benedetti, ha colto l'occasione per rispondere alle critiche all'operazione con la Stampa, avanzate dal presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri. "Il gruppo L'Espresso arriverà alla fusione con la Stampa, prevista per il primo trimestre 2017, in regola con i limiti Antitrust previsti per l'editoria", ha detto De Benedetti parlando con i giornalisti a margine dell'assemblea della società che si è svolta oggi a Roma. "Ridurremo la nostra quota, che oggi è del 23%, entro la fine dell'anno", ha risposto De Benedetti a chi gli chiedeva come sarà affrontato l'eccesso di tiratura che renderebbe impossibile la fusione. I limiti Antitrust prevedono che un gruppo non possa avere una quota di mercato superiore al 20% delle tirature e, in caso di fusione, il limite deve essere raggiunto nell'anno precedente. La fusione dei due gruppi è prevista entro il 31 marzo 2017. L'imprenditore ha anche aggiunto che "ci sarà bisogno di qualche aggiustamento, la riduzione dei gratuiti, nella distribuzione, ma non sarà un risultato difficile da raggiungere". Con la fusione per incorporazione di Itedi il gruppo Espresso "fa un salto avanti molto importante e diventa il primo editore del paese", afferma il presidente, soffermandosi anche sul successo dell'edizione digitale di Repubblica , "il primo sito di news italiano con un distacco dal secondo che negli ultimi mesi si avvicina al 40 per cento".
Quanto alla cedola, l'Espresso non distribuirà un dividendo sull'esercizio 2015 per rafforzare il suo patrimonio. "Avremmo potuto distribuire un dividendo utilizzando le riserve - ha spiegato De Benedetti - ma la salvaguardia del conto patrimoniale ha prevalso rispetto alle esigenze legittime degli azionisti". "Non abbiamo ritenuto opportuno distribuire un dividendo - ha aggiunto - gli altri azionisti hanno condiviso la decisione". "Questa società - ha concluso De Benedetti - ha ridotto il proprio indebitamento in maniera estremamente significativa negli ultimi 8 anni e ci presentiamo per la prima volta con una situazione finanziaria positiva, caso unico tra i nostri concorrenti".