MILANO - Po, il protagonista di Kung Fu Panda, e Shrek cambiano padrone: Comcast acquista la DreamWorks Animation per 41 dollari per azione, in un accordo dal valore complessivo di 3,8 miliardi di dollari (3,35 miliardi di euro al cambio attuale). Lo afferma NbcUniversal, che fa capo a Comcast, in una nota. La transazione, che porterà il cambio di proprietà per la società co-fondata da Steven Spielberg, dovrebbe chiudersi entro la fine dell'anno.
La notizia era nell'aria da qualche giorno: già i titoli si erano mossi nelle ultime sedute di Borsa. L'operazione lo cinematografico sinonimo dei maggiori successi a Hollywood per quanto riguarda i cartoni animati sotto lo stesso tetto di Universal, che ha firmato pellicole come Cattivissimo Me e Minions, ma anche di Fandango e NbcUniversal Brand Development. Le nozze tra il colosso della tv via cavo e lo studio mettono così in secondo piano la rivale Walt Disney. Le indiscrezioni della vigilia davano il valore dell'operazione intorno a 3 miliardi e sono quindi state battute.
Per Comcast, il più grande fornitore di tv via cavo negli States e al controllo delle reti Nbc, l'aspettativa è di rafforzarsi nel settore cinematografico e per farsi strada in Cina, dove il mercato cinematografico sta crescendo a passo così rapido da potere superare quello Usa entro il 2017. E là che DreamWorks ha saputo rafforzarsi. Ed è là, a Pechino, che per esempio Comcast sta costruendo un parco a tema a marchio Universal Studios per 3,3 miliardi di dollari (dovrebbe aprire nel 2019).
Dreaworks, nonostante gli storici successi, non naviga in acque tranquille: lo scorso anno ha tagliato quasi un quarto della sua forza lavoro e ha annunciato giri di poltrone lanciando una ristrutturazione. Comcast si era vista bloccare dalle autorità regolatorie il merger da 45 miliardi di dollari con Time Warner Cable, lo scorso anno. Entrambi i cda hanno dato il via libera alla transazione, che dovrebbe concludersi alla fine del 2016 sempre che arrivi il via libera delle autorità Antitrust. L'amministratore delegato e cofondatore di DreamWorks Animation, Jeffrey Katzenberg, diventerà presidente di DreamWorks New Media e sarà consulente di NbcUniversal. E' prevista una break-up fee, una sorta di 'riparazione', di 200 milioni di dollari nel caso in cui l'accordo salti per ragioni di concorrenza.
La notizia era nell'aria da qualche giorno: già i titoli si erano mossi nelle ultime sedute di Borsa. L'operazione lo cinematografico sinonimo dei maggiori successi a Hollywood per quanto riguarda i cartoni animati sotto lo stesso tetto di Universal, che ha firmato pellicole come Cattivissimo Me e Minions, ma anche di Fandango e NbcUniversal Brand Development. Le nozze tra il colosso della tv via cavo e lo studio mettono così in secondo piano la rivale Walt Disney. Le indiscrezioni della vigilia davano il valore dell'operazione intorno a 3 miliardi e sono quindi state battute.
Per Comcast, il più grande fornitore di tv via cavo negli States e al controllo delle reti Nbc, l'aspettativa è di rafforzarsi nel settore cinematografico e per farsi strada in Cina, dove il mercato cinematografico sta crescendo a passo così rapido da potere superare quello Usa entro il 2017. E là che DreamWorks ha saputo rafforzarsi. Ed è là, a Pechino, che per esempio Comcast sta costruendo un parco a tema a marchio Universal Studios per 3,3 miliardi di dollari (dovrebbe aprire nel 2019).
Dreaworks, nonostante gli storici successi, non naviga in acque tranquille: lo scorso anno ha tagliato quasi un quarto della sua forza lavoro e ha annunciato giri di poltrone lanciando una ristrutturazione. Comcast si era vista bloccare dalle autorità regolatorie il merger da 45 miliardi di dollari con Time Warner Cable, lo scorso anno. Entrambi i cda hanno dato il via libera alla transazione, che dovrebbe concludersi alla fine del 2016 sempre che arrivi il via libera delle autorità Antitrust. L'amministratore delegato e cofondatore di DreamWorks Animation, Jeffrey Katzenberg, diventerà presidente di DreamWorks New Media e sarà consulente di NbcUniversal. E' prevista una break-up fee, una sorta di 'riparazione', di 200 milioni di dollari nel caso in cui l'accordo salti per ragioni di concorrenza.