Facebook, verso class action contro la stretta di Zuckerberg sul controllo
Il fondatore del social network vuole emettere nuove azioni che gli permetterebbero di restare in sella anche a fronte di una diluizione nel capitale della società. Ma gli azionisti salgono sulle barricate
MILANO - Le ambizioni di Mark Zuckerberg di blindare il controllo della sua Facebook non piacciono a tutti gli azionisti, che scaldano i motori per una class action contro il padre-padrone del social network più famoso del mondo.
Il fronte si è aperto a valle della pubblicazione di conti trimestrali positivi, che hanno proiettato in orbita il titolo Facebook portando la compagnia fino al sesto posto per valore sul listino di New York, oltre la soglia di 350 miliardi di dollari. Ma il genietto fondatore del social network ha anche svelato i suoi piani sulla struttura di governance della società. Ha proposto infatti un nuova classe di azioni senza diritto di voto, che potranno essere vendute senza diluire il controllo della società da parte di Zuckerberg stesso. L'idea è stata motivata con la necessità di continuare a investire in un'ottica di lungo termine: il "mio controllo" ha consentito a Facebook di fare cose che non han …
Il fronte si è aperto a valle della pubblicazione di conti trimestrali positivi, che hanno proiettato in orbita il titolo Facebook portando la compagnia fino al sesto posto per valore sul listino di New York, oltre la soglia di 350 miliardi di dollari. Ma il genietto fondatore del social network ha anche svelato i suoi piani sulla struttura di governance della società. Ha proposto infatti un nuova classe di azioni senza diritto di voto, che potranno essere vendute senza diluire il controllo della società da parte di Zuckerberg stesso. L'idea è stata motivata con la necessità di continuare a investire in un'ottica di lungo termine: il "mio controllo" ha consentito a Facebook di fare cose che non han …
MILANO - Le ambizioni di Mark Zuckerberg di blindare il controllo della sua Facebook non piacciono a tutti gli azionisti, che scaldano i motori per una class action contro il padre-padrone del social network più famoso del mondo.
Il fronte si è aperto a valle della pubblicazione di conti trimestrali positivi, che hanno proiettato in orbita il titolo Facebook portando la compagnia fino al sesto posto per valore sul listino di New York, oltre la soglia di 350 miliardi di dollari. Ma il genietto fondatore del social network ha anche svelato i suoi piani sulla struttura di governance della società. Ha proposto infatti un nuova classe di azioni senza diritto di voto, che potranno essere vendute senza diluire il controllo della società da parte di Zuckerberg stesso. L'idea è stata motivata con la necessità di continuare a investire in un'ottica di lungo termine: il "mio controllo" ha consentito a Facebook di fare cose che non han dato subito risultati, quali l'acquisizione di Instagram. Ed è necessario che Facebook continui su questa strada: "La proposta è disegnata per creare una struttura di capitale che consenta, fra le altre cose, di restare concentrati sulla visione di lungo termine di Zuckerberg", ha detto senza mezzi termini la società presentando il piano.
In pratica, si tratterebbe di cristallizzare la leadership di Zuckerberg, che pure si è impegnato a cedere la maggior parte delle sue azioni (il 99%) destinandole a un progetto filantropico che si occupi di eguaglianza. L'emissione delle nuove azioni si concretizzerebbe in uno split azionario che porterebbe i nuovi titoli - di classe C - a scambiare sul mercato con un nuovo simbolo. Facebook emetterebbe due titoli "C" per ogni azione "A" e "B" in circolo, detenuta dagli azionisti.
Una versione che non è piaciuta a un azionista, che ha proposto la class action venerdì nella corte del Delaware. Il ricorrente, come riporta Reuters, punta il dito contro il consiglio di Facebook, accusandolo di non aver contrattato abbastanza con il fondatore per ottenere qualcosa di "significativo" in cambio della concessione di un controllo più stretto. Secondo la compagnia, infatti, il fatto stesso di mantenere Zuckerberg al timone è un fattore di successo. Ma per l'azionista, il fondatore vuole "mantenere il potere nonostante ceda gran parte del suo pacchetto azionario. Nei fatti, l'emissione di azioni di classe C avrebbe lo stesso effetto di un'assegnazione a Zuckerberg di una porzione di capitale dal valore di miliardi di dollary, per i quali non pagherà nulla".
Il fronte si è aperto a valle della pubblicazione di conti trimestrali positivi, che hanno proiettato in orbita il titolo Facebook portando la compagnia fino al sesto posto per valore sul listino di New York, oltre la soglia di 350 miliardi di dollari. Ma il genietto fondatore del social network ha anche svelato i suoi piani sulla struttura di governance della società. Ha proposto infatti un nuova classe di azioni senza diritto di voto, che potranno essere vendute senza diluire il controllo della società da parte di Zuckerberg stesso. L'idea è stata motivata con la necessità di continuare a investire in un'ottica di lungo termine: il "mio controllo" ha consentito a Facebook di fare cose che non han dato subito risultati, quali l'acquisizione di Instagram. Ed è necessario che Facebook continui su questa strada: "La proposta è disegnata per creare una struttura di capitale che consenta, fra le altre cose, di restare concentrati sulla visione di lungo termine di Zuckerberg", ha detto senza mezzi termini la società presentando il piano.
In pratica, si tratterebbe di cristallizzare la leadership di Zuckerberg, che pure si è impegnato a cedere la maggior parte delle sue azioni (il 99%) destinandole a un progetto filantropico che si occupi di eguaglianza. L'emissione delle nuove azioni si concretizzerebbe in uno split azionario che porterebbe i nuovi titoli - di classe C - a scambiare sul mercato con un nuovo simbolo. Facebook emetterebbe due titoli "C" per ogni azione "A" e "B" in circolo, detenuta dagli azionisti.
Una versione che non è piaciuta a un azionista, che ha proposto la class action venerdì nella corte del Delaware. Il ricorrente, come riporta Reuters, punta il dito contro il consiglio di Facebook, accusandolo di non aver contrattato abbastanza con il fondatore per ottenere qualcosa di "significativo" in cambio della concessione di un controllo più stretto. Secondo la compagnia, infatti, il fatto stesso di mantenere Zuckerberg al timone è un fattore di successo. Ma per l'azionista, il fondatore vuole "mantenere il potere nonostante ceda gran parte del suo pacchetto azionario. Nei fatti, l'emissione di azioni di classe C avrebbe lo stesso effetto di un'assegnazione a Zuckerberg di una porzione di capitale dal valore di miliardi di dollary, per i quali non pagherà nulla".