Economia

Banco Popolare, via libera dei soci all'aumento per la fusione con Bpm

L'assemblea degli azionisti ha deliberato il rafforzamento di capitael da un miliardo di euro. Entro novembre si concluderà l'inter per il matrimonio con Piazza Meda. L'ad Saviotti: "Nasce il terzo gruppo italiano, mi spiace lasciare, ma la banca del futuro non può avere alla guida un signore che compie 74 anni"

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MILANO - L'assemblea dei soci del Banco Popolare, riuniti oggi a Verona, ha approvato a larghissima maggioranza l'aumento di capitale da un miliardo di euro del gruppo presieduto da Carlo Fratta Pasini: operazione necessaria per procedere alla fusione con Bpm. I voti favorevoli sono stati 18.036, i contrari 120, gli astenuti 27. "L'aumento di capitale è la 'conditio sine qua non' posta dalla Bce per realizzare la fusione con Bpm" ha detto in aprendo il suo intervento l'ad del gruppo, Pier Francesco Saviotti aggiungendo che "Banco Popolare e Bpm non è la coppia dell'anno, ma del decennio ed è la più importante operazione di integrazione dopo la fusione Intesa San Paolo di cui potrà eguagliare i successi, una volta a regime".

Saviotti ha quindi spiegato che l'operazione approvata dai soci ha due obiettivi fondamentali: "Assicurare al nuovo gruppo una forte posizione in termini di capitale e qualità degli attivi. In linea con le 'best practice' e in grado di fronteggiare anche un contesto finanziario europeo. Poi consentire al nuovo gruppo di raggiungere fin dalla sua nascita, nella prospettiva di un piano di più rapida riduzione dei crediti deteriorati, un livello di copertura dei crediti allineato ai più elevati standard del sistema bancario nazionale. Inoltre il rafforzamento patrimoniale potrà consentire al Banco Popolare di affrontare uno scenario di mercato che si preannuncia particolarmente sfidante, mantenendo al contempo un'adeguata capacità di investimento e supporto alle attività commerciali".

Saviotti ha quindi salutato i soci: "Mi dispiace non essere più alla guida di quello che sarà questo gruppo, ma d'altra parte nasce la terza banca italiana, una banca del futuro e non deve essere gestita da un signore che compie 74 anni. Sarei contento di vedere cosa succede nella nuova banca, ma lascio la gestione all'ad di Bpm, Giuseppe Castagna, che, affiancato dai nostri top managers De Angelis e Faroni, non potrà che portare questo terzo gruppo a successo".

Il gruppo che nascerà dalla fusione tra Banco Popolare e Bpm avrà 4 milioni di clienti e 2.500 filiali, un totale attivo di 171 miliardi di euro, con una raccolta diretta pari a circa 120 miliardi a fronte di impieghi stimati in 113 miliardi, mentre la raccolta indiretta ammonterà a circa 105 miliardi, di cui 56 miliardi gestita: sarà il terzo gruppo italiano con una quota di mercato superiore all'8%. La tempistica della fusione prevede entro metà maggio l'approvazione del Piano industriale da parte dei Cda, la presentazione dell'istanza all'Autorità di vigilanza e la presentazione ai mercati. A fine mese l'avvio dei cantieri d'integrazione. Entro fine luglio la presentazione del progetto di integrazione ai rispettivi Consigli, cui seguirà - entro 90 giorni - il rilascio delle autorizzazioni all'operazione da parte dell'Autorità. Le Assemblee straordinarie dei soci per l'approvazione della fusione, la trasformazione in Spa e lo statuto della Nuova Capogruppo sono previste tra fine settembre e inizio ottobre. A novembre 2016 infine ci sarà la stipula dell'atto e l'efficacia della fusione.