Economia

Mediobanca stoppa Cairo su Rcs: "Valutiamo proposte alternative"

Piazzetta Cuccia "si riserva di valutare ogni opzione per la miglior valorizzazione della propria partecipazione, ivi incluso il mantenimento della stessa o eventuali proposte alternative, di cui possa essere destinatario"

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MILANO - Rcs è sugli scudi a Piazza Affari dopo l'annuncio di Mediobanca che ipotizza proposte alternative a quelle di Urbano Cairo: Piazzetta Cuccia "si riserva di valutare ogni opzione per la miglior valorizzazione della propria partecipazione, ivi incluso il mantenimento della stessa o eventuali proposte alternative, di cui possa essere destinatario". Il comunicato di Mediobanca è arrivato su richiesta della Consob in merito all'offerta su Rcs di Cairo.

La banca precisa "precisa che svolgerà le opportune valutazioni sulla base dei contenuti finanziari e industriali della citata proposta, successivamente alla pubblicazione del documento informativo relativo all'offerta e all'emissione del parere dell'emittente". Mediobanca ricorda che l'emittente Rcs "preliminarmente, ha comunicato di ritenere il corrispettivo dell'offerta significativamente a sconto, rispetto alle medie degli ultimi mesi del titolo Rcs rapportate a quelle del titolo Cairo Communication e alla media delle valutazioni degli analisti".

Lo scorso 8 aprile, Urbano Cairo ha lanciato un'offerta per diventare il proprietario del gruppo editoriale del Corriere della Sera, dall'attuale posizione del 4,7%. La proposta, che è tecnicamente una "Offerta pubblica di scambio", prevede di ricevere 0,12 azioni Cairo Communication per ciascun titolo Rcs consegnato all'acquirente. L'Ops si rivolge alla totalità delle azioni di Rcs Mediagroup, quotato a Piazza Affari. Nei fatti, ogni 8,333 azioni Rcs apportate all'offerta, gli aderenti riceveranno una azione Cairo Communication.

Tecnicamente, l'offerta sarà considerata andata a buon fine da Cairo qualora raggiunga il 50% più un'azione di Rcs. Tra le more, si chiede anche alle banche finanziatrici di Rizzoli una sorta di moratoria sul debito alla fine del 2017 (nessun rimborso anticipato e nessun pagamento ad eccezione di quanto si possa versare utilizzando i proventi della vendita di Rcs Libri) e si subordina il tutto al via libera delle Autorità dei Mercati e delle Comunicazioni. Non è previsto, in caso di successo dell'offerta, il delisting del titolo che quindi resterà quotato a Piazza Affari.

Tra i grandi soci di Rcs, che dovranno decidere se accettare la proposta di Cairo (che non sarebbe concertata con gli altri azionisti), ci sono quindi Mediobanca con il 9,9% (poi limato al 6,5%), Della Valle con il 7,3% che ha già detto di essere "compratore e non venditore", Schroders con il 5%, Unipol con il 4,6%, Pirelli con il 4,4% (disponibile a trattare con Cairo), e Intesa con il 4,2% circa (Banca Imi è per altro advisor finanziario dell'operazione con Equita, BonelliErede è advisor legale). Il gruppo Fca, nell'ambito della fusione delle sue attività editoriali con il Gruppo Espresso (editore di Repubblica) ha annunciato l'assegnazione pro quota ai soci della sua partecipazione del 16% in Rcs.