Axa, stop agli investimenti nel tabacco: venderà titoli per 1,8 miliardi
La compagnia assicurativa francese annuncia il disinvestimento da sigarette e affini: "Vogliamo sostenere gli sforzi dei governi per ridurre il consumo". Meno malattie significa anche meno rimborsi da pagare: il fumo costa alla società più di alcol e obesità
MILANO - Una delle maggiori assicurazioni al mondo annuncia che non metterà più soldi nell'industria del tabacco: il gruppo francese Axa ha deciso di abbandonare tutti gli investimenti nel settore di sigarette e affini. Una mossa che comporterà la vendita di attività e azioni in questo settore per circa 1,8 miliardi di euro. L'intenzione, spiega una nota, è di "sostenere gli sforzi del governo" per ridurre il consumo di tabacco.
L'annuncio arriva in un periodo denso di disinvestimenti da parte delle grande compagnie e dei fondi dai settori quali le energie fossili. Axa, un anno fa, aveva annunciato la vendita di mezzo miliardo di asset legati al carbone, proprio a valle dell'accordo di Parigi sul clima. Una via che di lì a poco avrebbero seguito anche altri operatori, come il grandissimo fondo norvegese delle pensioni (alimentato dai proventi del petrolio).
La notizia dello stop di Axa alle sigarette, anticipata dal…
L'annuncio arriva in un periodo denso di disinvestimenti da parte delle grande compagnie e dei fondi dai settori quali le energie fossili. Axa, un anno fa, aveva annunciato la vendita di mezzo miliardo di asset legati al carbone, proprio a valle dell'accordo di Parigi sul clima. Una via che di lì a poco avrebbero seguito anche altri operatori, come il grandissimo fondo norvegese delle pensioni (alimentato dai proventi del petrolio).
La notizia dello stop di Axa alle sigarette, anticipata dal…
MILANO - Una delle maggiori assicurazioni al mondo annuncia che non metterà più soldi nell'industria del tabacco: il gruppo francese Axa ha deciso di abbandonare tutti gli investimenti nel settore di sigarette e affini. Una mossa che comporterà la vendita di attività e azioni in questo settore per circa 1,8 miliardi di euro. L'intenzione, spiega una nota, è di "sostenere gli sforzi del governo" per ridurre il consumo di tabacco.
L'annuncio arriva in un periodo denso di disinvestimenti da parte delle grande compagnie e dei fondi dai settori quali le energie fossili. Axa, un anno fa, aveva annunciato la vendita di mezzo miliardo di asset legati al carbone, proprio a valle dell'accordo di Parigi sul clima. Una via che di lì a poco avrebbero seguito anche altri operatori, come il grandissimo fondo norvegese delle pensioni (alimentato dai proventi del petrolio).
La notizia dello stop di Axa alle sigarette, anticipata dal Financial Times, è stata confermata dalla stessa compagnia. "Questa decisione ha un costo, ma la nostra convinzione è chiara: il costo umano legato al tabacco è drammatico, il costo economico è enorme" ha scritto Thomas Buberl, futuro amministratore delegato del gruppo francese nel comunicato. Parlando con la Bbc, il manager ha aggiunto che "non ha senso" per l'azienda continuare a mantenere una posizione nel comparto.
Da Bruxelles al Parlamento inglese, negli ultimi tempi si sono succedute le iniziative legislative che mirano a limitare il fumo. Secondo Buberl, il costo umano ed economico del tabacco sono rispettivamente "tragico" e "enorme". D'altra parte, il risvolto per i conti di una compagnia assicurativa è ben visibile: più persone si ammalano, magari di tumore ai polmoni, più sono ingenti gli esborsi a fronte delle polizze assicurative sulla salute sottoscritte. Ecco perché l'intento umanitario va - non tanto nascostamente - a braccetto col tornaconto finanziario: "Dobbiamo investire di più in prevenzione in modo da evitare le malattie croniche. Noi vogliamo supportare questa lotta, e non investire nel tabacco che crea più malattie croniche". Secondo i dati della compagnia, il tabacco uccide 6 milioni di persone l'anno e se ne aspettano 8 milioni entro il 2030, soprattutto nei Paesi in via di Sviluppo. All'assicurazione, il fattore-sigarette costa più di alcol e obesità.
L'annuncio arriva in un periodo denso di disinvestimenti da parte delle grande compagnie e dei fondi dai settori quali le energie fossili. Axa, un anno fa, aveva annunciato la vendita di mezzo miliardo di asset legati al carbone, proprio a valle dell'accordo di Parigi sul clima. Una via che di lì a poco avrebbero seguito anche altri operatori, come il grandissimo fondo norvegese delle pensioni (alimentato dai proventi del petrolio).
La notizia dello stop di Axa alle sigarette, anticipata dal Financial Times, è stata confermata dalla stessa compagnia. "Questa decisione ha un costo, ma la nostra convinzione è chiara: il costo umano legato al tabacco è drammatico, il costo economico è enorme" ha scritto Thomas Buberl, futuro amministratore delegato del gruppo francese nel comunicato. Parlando con la Bbc, il manager ha aggiunto che "non ha senso" per l'azienda continuare a mantenere una posizione nel comparto.
Da Bruxelles al Parlamento inglese, negli ultimi tempi si sono succedute le iniziative legislative che mirano a limitare il fumo. Secondo Buberl, il costo umano ed economico del tabacco sono rispettivamente "tragico" e "enorme". D'altra parte, il risvolto per i conti di una compagnia assicurativa è ben visibile: più persone si ammalano, magari di tumore ai polmoni, più sono ingenti gli esborsi a fronte delle polizze assicurative sulla salute sottoscritte. Ecco perché l'intento umanitario va - non tanto nascostamente - a braccetto col tornaconto finanziario: "Dobbiamo investire di più in prevenzione in modo da evitare le malattie croniche. Noi vogliamo supportare questa lotta, e non investire nel tabacco che crea più malattie croniche". Secondo i dati della compagnia, il tabacco uccide 6 milioni di persone l'anno e se ne aspettano 8 milioni entro il 2030, soprattutto nei Paesi in via di Sviluppo. All'assicurazione, il fattore-sigarette costa più di alcol e obesità.