MILANO - La battaglia per la conquista di Rcs non mette "i buoni contro i cattivi, ma per la prima volta vediamo sulla Rizzoli un'operazione di mercato". Lo dice Diego Della Valle che due settimane fa ha risposto all'offerta di Urbano Cairo per il Corriere della Sera lanciando un'Opa insieme Mediobanca, Unipol, Pirelli e Investindustrial di Andrea Bonomi: "Non è una questioni di buoni contro cattivi, di grandi contro piccoli, ma un'operazione di mercato pura. Perché Bonomi entra con un fondo e quindi deve fare i conti. Adesso vediamo cosa decide il mercato" ha aggiunto l'imprenditore marchigiano patron del gruppo Tod's.
Da un lato c'è offerta in contanti dei soci storici che valorizza il titolo Rcs a 0,70 euro, dall'altro quella di Urbano Cairo che mette sul piatto un'azione della sua società in cambio di 8,33 pezzi Rizzoli (0,575 euro per azione ai valori attuali): a brindare è soprattutto la Borsa dove il titolo di via Solferino è tornato stabilmente sopra quota 0,7. Il consiglio d'amministrazione del gruppo, però, entrambe le offerte sono basse, anche se quella di Bonomi è a premio sul prezzo medio degli ultimi 12 mesi. Cairo, da parte sua, mette sul piatto l'esperienza da editore puro: due approcci diversi ai quali sono il mercato darà una risposta.
Tuttavia Della Valle non considera le due diverse offerte ostili: "Se l'Opa funziona Rcs avrà una bella capitalizzazione. C'è un management buono e a fine anno ci riaggiorniamo con i risultati. Se Urbano Cairo rilancia tanto meglio, vuol dire che le condizioni sono migliorative e quindi migliorano quelle del gruppo. Rcs è stata gestita male negli ultimi anni, ora è gestita secondo me bene". Anche se vincesse Cairo, però, il numero uno di Tod's resterebbe nell'azionariato: "Io non sono venditore, mai".
Anche per questo Della Valle si dice "garante" del fatto che il nuovo patto previsto per Rcs da quanti hanno annunciato l'Opa non seguirà le vecchie logiche: "Per me parla la mia reputazione, precisa, chiara - ha detto -. Sono garante per me ma anche per gli altri. Se non fosse stato per me non mi sarei inserito. Quello di Rcs era un mondo dove tutto si decideva sotto i tavoli, ora con un assegno sul tavolo".
Proprio Urbano Cario, l'editore che per primo ha lanciato l'operazione su via Solferino, ha parlato della sua proposta, premettendo: "Chi vincerà io non lo so ma mi sento di combattere". A margine dell'assemblea di Confindustria, ha spiegato: "Aspettiamo che la Consob ci dia l'autorizzazione poi - sono parole di Cairo - spiegheremo bene la nostra offerta se è molto diversa dall'altra: loro offrono 0,70 euro in denaro e noi le nostre azioni. Se le azioni hanno valore sono come il contante e le nostre - ha aggiunto - sono sottovalutate. Racconteremo bene quello che vogliamo fare alla Rizzoli, la nostra offerta c'è ed è una bella offerta e con noi Rcs parteciperebbe alla creazione di valore".
Da un lato c'è offerta in contanti dei soci storici che valorizza il titolo Rcs a 0,70 euro, dall'altro quella di Urbano Cairo che mette sul piatto un'azione della sua società in cambio di 8,33 pezzi Rizzoli (0,575 euro per azione ai valori attuali): a brindare è soprattutto la Borsa dove il titolo di via Solferino è tornato stabilmente sopra quota 0,7. Il consiglio d'amministrazione del gruppo, però, entrambe le offerte sono basse, anche se quella di Bonomi è a premio sul prezzo medio degli ultimi 12 mesi. Cairo, da parte sua, mette sul piatto l'esperienza da editore puro: due approcci diversi ai quali sono il mercato darà una risposta.
Tuttavia Della Valle non considera le due diverse offerte ostili: "Se l'Opa funziona Rcs avrà una bella capitalizzazione. C'è un management buono e a fine anno ci riaggiorniamo con i risultati. Se Urbano Cairo rilancia tanto meglio, vuol dire che le condizioni sono migliorative e quindi migliorano quelle del gruppo. Rcs è stata gestita male negli ultimi anni, ora è gestita secondo me bene". Anche se vincesse Cairo, però, il numero uno di Tod's resterebbe nell'azionariato: "Io non sono venditore, mai".
Anche per questo Della Valle si dice "garante" del fatto che il nuovo patto previsto per Rcs da quanti hanno annunciato l'Opa non seguirà le vecchie logiche: "Per me parla la mia reputazione, precisa, chiara - ha detto -. Sono garante per me ma anche per gli altri. Se non fosse stato per me non mi sarei inserito. Quello di Rcs era un mondo dove tutto si decideva sotto i tavoli, ora con un assegno sul tavolo".
Proprio Urbano Cario, l'editore che per primo ha lanciato l'operazione su via Solferino, ha parlato della sua proposta, premettendo: "Chi vincerà io non lo so ma mi sento di combattere". A margine dell'assemblea di Confindustria, ha spiegato: "Aspettiamo che la Consob ci dia l'autorizzazione poi - sono parole di Cairo - spiegheremo bene la nostra offerta se è molto diversa dall'altra: loro offrono 0,70 euro in denaro e noi le nostre azioni. Se le azioni hanno valore sono come il contante e le nostre - ha aggiunto - sono sottovalutate. Racconteremo bene quello che vogliamo fare alla Rizzoli, la nostra offerta c'è ed è una bella offerta e con noi Rcs parteciperebbe alla creazione di valore".