Economia

Volkswagen, l'utile cala del 20%. Prove di recupero dopo il Dieselgate

L'ad Mueller: "Risultati rispettabili in condizioni difficili". Primo periodo senza accantonamenti per lo scandalo emissioni, sui quali si sente anche un effetto positivo legato al cambio. Recuperano i profitti operativi

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MILANO - A vederli dall'occhio dell'amministratore delegato, Matthias Mueller, Volkswagen ha riportato "risultati rispettabili in difficili condizioni". Sta di fatto che il primo trimestre 2016 del gruppo di Wolfsburg ha visto calare l'utile netto del 20% a quota 2,31 miliardi. Gli analisti avevano tuttavia previsto una discesa dell'utile, ma intorno a 2,42 miliardi. Il titolo è in ribasso alla Borsa di Francoforte, ma non mancano alcuni elementi positivi dai conti. Maggiore stabilità dai ricavi, ad esempio, che sono scesi del 3,4% a 51 miliardi.

La casa automobilistica, travolta l'anno scorso dal Dieselgate, ha comunque confermato le previsioni sul fatturato 2016 che dovrebbe segnare una flessione "fino al 5%". Nella nota di presentazione dei conti, si spiega la flessione dei ricavi alla luce di un andamento della vendita dei veicoli al ribasso e dell'effetto cambi.

Scendendo lungo il conto economico, la buona notizia arriva dall'utile operativo che è ammontato a 3,44 miliardi, in crescita del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2015 e con un'incidenza sulle vendite del 6,8%. Tra le altre cose, si registra un effetto positivo da 300 milioni legato alla rivalutazione degli accantonamenti per il Dieselgate per ragioni di valuta. Per la prima volta, Volkswagen non ha effettuato accantonamenti legati al Dieselgate e sta cercando di recuperare la fiducia dei clienti dopo l'ondata dello scandalo. La società ha già messo da parte 16,2 miliardi, lo scorso anno, per risolvere il problema del software delle emissioni per 11 milioni di veicoli.