MILANO - La Procura della Repubblica di Potenza ha disposto il "dissequestro temporaneo" del Centro oli di Viggiano (Potenza) dell'Eni dove, fino al 31 marzo scorso, venivano trattati circa 75mila barili di petrolio al giorno, prima del sequestro di due vasche e di un pozzo di reiniezione nell'ambito dell'inchiesta sul petrolio in Basilicata. Lo ha reso noto l'Eni, che ha ricevuto oggi la notifica del dissequestro. Ieri i consulenti della Procura avevano espresso parere favorevole ai lavori di modifica dell'impianto.
L'inchiesta aveva portato a sei arresti per traffico e smaltimento di rifiuti, 60 indagati, alla sospensione della produzione di petrolio Eni in Val D'Agri e alle dimissioni di un ministro, Federica Guidi. Sono due i filoni delle indagini: il primo sul Centro Olio in Val d'Agri a Viggiano dell'Eni, l'altro sull'impianto estrattivo della Total a Tempa Rossa. Le conseguenze politiche erano giunte tutte dal filone Tempa Rossa, nel quale è indagato l'ex compagno di Federica Guidi, costretta a rassegnare le dimissioni per una intercettazione finita agli atti in cui garantiva l'approvazione di un emendamento alla legge di Stabilità che favoriva gli interessi economici delle imprese del suo convivente Gianluca Gemelli. L'altro filone ha conseguenze più economiche, con l'Eni che ha deciso la sospensione delle attività estrattive. Per questa parte d'inchiesta sono finiti in sei ai domiciliari. Ora il centro di Viggiano torna nelle mani della società.
L'inchiesta aveva portato a sei arresti per traffico e smaltimento di rifiuti, 60 indagati, alla sospensione della produzione di petrolio Eni in Val D'Agri e alle dimissioni di un ministro, Federica Guidi. Sono due i filoni delle indagini: il primo sul Centro Olio in Val d'Agri a Viggiano dell'Eni, l'altro sull'impianto estrattivo della Total a Tempa Rossa. Le conseguenze politiche erano giunte tutte dal filone Tempa Rossa, nel quale è indagato l'ex compagno di Federica Guidi, costretta a rassegnare le dimissioni per una intercettazione finita agli atti in cui garantiva l'approvazione di un emendamento alla legge di Stabilità che favoriva gli interessi economici delle imprese del suo convivente Gianluca Gemelli. L'altro filone ha conseguenze più economiche, con l'Eni che ha deciso la sospensione delle attività estrattive. Per questa parte d'inchiesta sono finiti in sei ai domiciliari. Ora il centro di Viggiano torna nelle mani della società.