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Vodafone immune alla Brexit: per gli analisti Londra non è determinante

L'ad Vittorio Colao era stato tra i primi a schierarsi contro l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, ma per i mercati un crollo della sterlina nei confronti delle principali valute estere, si dovrebbe tradurre in un vantaggio valutario
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MILANO - Vittorio Colao era stato tra i primi a schierarsi contro l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, una mossa che avrebbe impoverito economicamente e culturalmente sia l'Inghilterra sia il Vecchio Continente. Per il ceo di Vodafone, che vive a Londra da 2006, non era infatti una questione di campanilismo neppure per l'azienda per cui lavora.

"Vodafone fondata in Gran Bretagna è considerata britannica anche se genera il 90% dei ricavi al di fuori del Paese in cui ha sede - scriveva Colao il 22 gennaio scorso su Repubblica - Abbiamo società operative in 12 Stati membri dove lavorano donne e uomini di 120 nazionalità. Nel mondo meno di un quarto dei nostri 230 leader sono di nazionalità britannica. Il Regno Unito è quindi importante per Vodafone ma abbiamo una prospettiva non filtrata da una lente anglo-centrica".

Fatto sta che volente o nolente, anche la Vodafone di Vittorio Colao insieme alla Gran Bretagna h…
MILANO - Vittorio Colao era stato tra i primi a schierarsi contro l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, una mossa che avrebbe impoverito economicamente e culturalmente sia l'Inghilterra sia il Vecchio Continente. Per il ceo di Vodafone, che vive a Londra da 2006, non era infatti una questione di campanilismo neppure per l'azienda per cui lavora.

"Vodafone fondata in Gran Bretagna è considerata britannica anche se genera il 90% dei ricavi al di fuori del Paese in cui ha sede - scriveva Colao il 22 gennaio scorso su Repubblica - Abbiamo società operative in 12 Stati membri dove lavorano donne e uomini di 120 nazionalità. Nel mondo meno di un quarto dei nostri 230 leader sono di nazionalità britannica. Il Regno Unito è quindi importante per Vodafone ma abbiamo una prospettiva non filtrata da una lente anglo-centrica".

Fatto sta che volente o nolente, anche la Vodafone di Vittorio Colao insieme alla Gran Bretagna ha appena fatto un passo indietro dal Vecchio continente. Eppure gli analisti che cinicamente calcolano come ogni fatto politico si traduce in un danno o in un'opportunità sul mercato, a valle del referendum Uk consigliavano di investire su Vodafone nel breve termine, dato che un crollo della sterlina nei confronti delle principali valute estere, si dovrebbe tradurre in un vantaggio valutario. Misurare gli svantaggi di essere quotata sul mercato inglese in pound, per non parlare di tutte le altre future conseguenze legate alla Brexit, è invece una stima che neppure le banche d'affari e i broker più audaci, al momento sono in grado di quantificare.