MILANO - Il gruppo Fininvest, la holding della famiglia Berlusconi, ha chiuso il 2015 in sostanziale pareggio (-0,1 milioni di euro), contro l'utile netto di 9,9 milioni del 2014. I ricavi sono saliti dell'1% a 4,736 miliardi. L'assemblea ha confermato il consiglio di amministrazione uscente, che nella riunione successiva ha nominato nuovo amministratore delegato Danilo Pellegrino, attuale direttore generale. Pellegrino prende il posto di Pasquale Cannatelli, che diventa vice presidente. Nel cda, i cui membri passano da 9 a 10, rientra Bruno Ermolli, già presente dal 2005 al 2012.
Tra gli altri dati di bilancio di Fininvest il margine operativo lordo sale dell'1,9% a 1,403 miliardi di euro, il risultato operativo scende del 6,8% a 226,3 milioni. L'indebitamento cala a 789 milioni, contro 1,055 miliardi a fine 2014. La capogruppo chiude con un utile netto di 221,4 milioni, rispetto ai 52,1 milioni precedenti, mentre la posizione finanziaria netta presenta un saldo di liquidità di 330,6 milioni, contro 162.
Nel 2015, afferma una nota, "è proseguito il lavoro sull'efficienza dei processi produttivi e sul controllo dei costi, e sono stati avviati progetti di grande significato per il futuro dell'intero Gruppo, alcuni dei quali concretizzati nel 2016 e finalizzati, a seconda dei casi, a consolidare la leadership nel core business, ad ampliare il perimetro delle attività core o a stringere partnership internazionali per affrontare le nuove sfide dei mercati".
In questo quadro "i risultati economico-finanziari conseguiti nel 2015 risultano particolarmente apprezzabili, tenendo conto che il contesto macroeconomico resta incerto e che il settore nel quale il Gruppo prevalentemente opera, quello dei media, è in continua trasformazione: i ricavi tornano a crescere dopo quattro anni; migliora il margine operativo lordo; l'utile ante-imposte, pari a 239 milioni di Euro, evidenzia un incremento del 54% rispetto al 2014; il risultato netto è in sostanziale pareggio nonostante oneri non ricorrenti per circa 18 milioni di Euro. Molto significativo, infine, il dato relativo all'indebitamento, che al 31 dicembre 2015 registra un calo di 267 milioni di Euro, confermando un trend che dal 2012 ha visto il debito del Gruppo più che dimezzarsi (da 2 miliardi di Euro a 790 milioni)".
Quanto ai dividendi, l'utile non distribuito, circa 130 milioni, è stato invece rinviata a nuovo (cioè a riserve). L'anno precedente Fininvest aveva distribuito riserve agli azionisti per circa 90 milioni e aveva attinto alle riserve per garantire una cedola alla famiglia Berlusconi l'esercizio prima. Nei tre anni precedenti invece i soci erano rimasti a secco.
Tra gli altri dati di bilancio di Fininvest il margine operativo lordo sale dell'1,9% a 1,403 miliardi di euro, il risultato operativo scende del 6,8% a 226,3 milioni. L'indebitamento cala a 789 milioni, contro 1,055 miliardi a fine 2014. La capogruppo chiude con un utile netto di 221,4 milioni, rispetto ai 52,1 milioni precedenti, mentre la posizione finanziaria netta presenta un saldo di liquidità di 330,6 milioni, contro 162.
Nel 2015, afferma una nota, "è proseguito il lavoro sull'efficienza dei processi produttivi e sul controllo dei costi, e sono stati avviati progetti di grande significato per il futuro dell'intero Gruppo, alcuni dei quali concretizzati nel 2016 e finalizzati, a seconda dei casi, a consolidare la leadership nel core business, ad ampliare il perimetro delle attività core o a stringere partnership internazionali per affrontare le nuove sfide dei mercati".
In questo quadro "i risultati economico-finanziari conseguiti nel 2015 risultano particolarmente apprezzabili, tenendo conto che il contesto macroeconomico resta incerto e che il settore nel quale il Gruppo prevalentemente opera, quello dei media, è in continua trasformazione: i ricavi tornano a crescere dopo quattro anni; migliora il margine operativo lordo; l'utile ante-imposte, pari a 239 milioni di Euro, evidenzia un incremento del 54% rispetto al 2014; il risultato netto è in sostanziale pareggio nonostante oneri non ricorrenti per circa 18 milioni di Euro. Molto significativo, infine, il dato relativo all'indebitamento, che al 31 dicembre 2015 registra un calo di 267 milioni di Euro, confermando un trend che dal 2012 ha visto il debito del Gruppo più che dimezzarsi (da 2 miliardi di Euro a 790 milioni)".
Quanto ai dividendi, l'utile non distribuito, circa 130 milioni, è stato invece rinviata a nuovo (cioè a riserve). L'anno precedente Fininvest aveva distribuito riserve agli azionisti per circa 90 milioni e aveva attinto alle riserve per garantire una cedola alla famiglia Berlusconi l'esercizio prima. Nei tre anni precedenti invece i soci erano rimasti a secco.