MILANO - A pagare il conto - salato - della maxi fusioni sono sempre i dipendenti. Questa volta tocca ai lavoratori del colosso americano della chimica Dow Chemical ha annunciato la soppressione di 2.500 addetti nel mondo, pari al 4% dell'intero organico. Un'operazione legata alla ristutturazione della controllata Corning dopo la fine della joint venture con i vecchi azionisti: chiuderanno gli stabilimenti di Greensboro (Stati Uniti) e Yamakita (in Giappone). In questo modo la compagnia conta di risparmiare 500 milioni di dollari l'anno.
L'operazione è propedeutica al perfezionamento della fusione da 120 miliardi di euro con DuPont: entro tre anni, la nuova società DowDupont verrà organizzata in tre diverse divisioni focalizzate sull'agricoltura, sui materiali industriali e sui prodotti speciali. Insieme i due gruppi impiegano circa 100mila persone, ma non è escluso che arrivino nuovi tagli. In questa ottica Dow Chemical prevede nei conti del secondo trimestre poste per 410-460 milioni di dollari a titolo di indennità di licenziamento e a fronte svalutazioni di asset.
L'operazione è propedeutica al perfezionamento della fusione da 120 miliardi di euro con DuPont: entro tre anni, la nuova società DowDupont verrà organizzata in tre diverse divisioni focalizzate sull'agricoltura, sui materiali industriali e sui prodotti speciali. Insieme i due gruppi impiegano circa 100mila persone, ma non è escluso che arrivino nuovi tagli. In questa ottica Dow Chemical prevede nei conti del secondo trimestre poste per 410-460 milioni di dollari a titolo di indennità di licenziamento e a fronte svalutazioni di asset.