MILANO - Enav debutterà a Piazza Affari il prossimo 26 luglio: è la data indicata dall'amministratore delegato Roberta Neri durante la conferenza stampa di presentazione del collocamento della società, che si concluderà il 21 luglio. Il ministero del Tesoro, azionista al 100% della società di controllo del traffico aereo, mette sul mercato una quota pari al 42,5%, che salirà al 46,6% con l'esercizio della greenshoe: il 10% del capitale sarà riservato agli investitori retail e ai dipendenti Enav. La forchetta di prezzo è compresa tra 2,9 e 3,5 euro per una valorizzazione della società tra 1,571 e 1,896 miliardi con un incasso per lo Stato tra i 730 e gli 880 milioni circa.
"Naturalmente nelle ultime settimane sono state curate attività di pre-marketing, soprattutto di educazione degli investitori, dato che Enav non ha società comparabili, non esistono società quotate al mondo che fanno la nostra attività" ha spiega Neri aggiungendo di aver "percepito un importante interesse, abbastanza diffuso, con prevalenza di investitori di lungo termine, che non hanno un approccio speculativo e attratti da profili di rischio contenuti".
Il manager ha poi spiega la decisione di proseguire l'iter di quotazione nonostante i crolli di mercato nei giorni successivi alla Brexit: "Abbiamo analizzato con attenzione il fatto che, nonostante il contesto di volatilità, questo poteva essere un momento buono, in particolare viste le nostre caratteristiche, in particolare la stabilità dei flussi e il profilo di rischio contenuto, che possono attrarre ancora di più in un momento di volatilità come questo. Paradossalmente - ha aggiunto - l'effetto della Brexit sulla nostra società potrebbe essere non necessariamente negativo e quindi abbiamo deciso di confermare questa tempistica".
Secondo Stefano Rangone, direttore centrale di Mediobanca, "l'avvio della quotazione rappresenta un segnale importante di normalità per il mercato dei capitali in Europa post Brexit". Neri ha poi risposto alle critiche del Movimento 5 Stelle sul progetto di quotazioni commentando i paventati rischi per la sicurezza che potrebbero derivare dall'ingresso nel capitale Enav: "Per noi operare in sicurezza è un presupposto e non un obiettivo. Su questo nulla cambierà e d'altra parte la struttura dell'operazione tiene anche in considerazione aspetti che riguardano possibili presenze o il coinvolgimento di potenziali azionisti non necessariamente di natura finanziaria. E' prevista infatti - ha concluso - la sterilizzazione dei diritti di voto sopra il 5% del capitale".
"Naturalmente nelle ultime settimane sono state curate attività di pre-marketing, soprattutto di educazione degli investitori, dato che Enav non ha società comparabili, non esistono società quotate al mondo che fanno la nostra attività" ha spiega Neri aggiungendo di aver "percepito un importante interesse, abbastanza diffuso, con prevalenza di investitori di lungo termine, che non hanno un approccio speculativo e attratti da profili di rischio contenuti".
Il manager ha poi spiega la decisione di proseguire l'iter di quotazione nonostante i crolli di mercato nei giorni successivi alla Brexit: "Abbiamo analizzato con attenzione il fatto che, nonostante il contesto di volatilità, questo poteva essere un momento buono, in particolare viste le nostre caratteristiche, in particolare la stabilità dei flussi e il profilo di rischio contenuto, che possono attrarre ancora di più in un momento di volatilità come questo. Paradossalmente - ha aggiunto - l'effetto della Brexit sulla nostra società potrebbe essere non necessariamente negativo e quindi abbiamo deciso di confermare questa tempistica".
Secondo Stefano Rangone, direttore centrale di Mediobanca, "l'avvio della quotazione rappresenta un segnale importante di normalità per il mercato dei capitali in Europa post Brexit". Neri ha poi risposto alle critiche del Movimento 5 Stelle sul progetto di quotazioni commentando i paventati rischi per la sicurezza che potrebbero derivare dall'ingresso nel capitale Enav: "Per noi operare in sicurezza è un presupposto e non un obiettivo. Su questo nulla cambierà e d'altra parte la struttura dell'operazione tiene anche in considerazione aspetti che riguardano possibili presenze o il coinvolgimento di potenziali azionisti non necessariamente di natura finanziaria. E' prevista infatti - ha concluso - la sterilizzazione dei diritti di voto sopra il 5% del capitale".