MILANO - Dopo lo scivolone di venerdì scorso, Mediaset continua a perdere quota in attesa di novità sul fronte dello scontro con Vivendi. Gli analisti consigliano cautela sulle azioni anche perché sembra profilarsi una dura battaglia legale che potrebbe durare anche anni. Intanto l'amministratore delegato del gruppo francese, Arnaud de Puyfontaine continua a ribadire di essere ancora fiducioso che sia trovata una soluzione tra le parti spiegando di puntare al controllo della società del Biscione. D'altra parte, ha sottolineato il manager, in assenza di una soluzione Vivendi cercherà altre opportunità per crescere nel Sud Europa.
La rottura tra Mediaset e Vivendi si è consumata con la decisione dei francesi di rinunciare al 100% della pay tv - nonostante l'accordo raggiunto ad aprile - con la proposta di un piano alternativo che ne riduca l'impegno al 20% del capitale e che - entro tre anni - la porti al 15% dell'intero gruppo tricolore. Il nodo, secondo Vivendi, "riguarda il business plan di Mediaset Premium", che secondo le analisi del gruppo francese "si basa su ipotesi irrealistiche" nel fissare al 2018 il limite per il ritorno all'equilibrio operativo.
De Puyfontaine ha però ribadito di aver già espresso perlessità lo scorso maggio sul piano industriale di Premium, anche se per Mediaset tutti i numeri erano stati messi sul tavolo a marzo, un mese prima della chiusura delle trattative. A questo punto gli analisti di Intermonte parlano di "una distanza difficilmente colmabile". In più sui titoli dell'azienda tv peserà l'incertezza dato che i tempi per una soluzione giudiziaria non sono facilmente prevedibili.
La rottura tra Mediaset e Vivendi si è consumata con la decisione dei francesi di rinunciare al 100% della pay tv - nonostante l'accordo raggiunto ad aprile - con la proposta di un piano alternativo che ne riduca l'impegno al 20% del capitale e che - entro tre anni - la porti al 15% dell'intero gruppo tricolore. Il nodo, secondo Vivendi, "riguarda il business plan di Mediaset Premium", che secondo le analisi del gruppo francese "si basa su ipotesi irrealistiche" nel fissare al 2018 il limite per il ritorno all'equilibrio operativo.
De Puyfontaine ha però ribadito di aver già espresso perlessità lo scorso maggio sul piano industriale di Premium, anche se per Mediaset tutti i numeri erano stati messi sul tavolo a marzo, un mese prima della chiusura delle trattative. A questo punto gli analisti di Intermonte parlano di "una distanza difficilmente colmabile". In più sui titoli dell'azienda tv peserà l'incertezza dato che i tempi per una soluzione giudiziaria non sono facilmente prevedibili.