Economia

Parte l'Opa tedesca su Italcementi: adesioni fino al 30 settembre

Heidelberg offre 10,6 euro per azione, con un premio del 70,7% sui corsi antecedenti l'annuncio: dal 29 agosto al 30 settembre per aderire. Il colosso tedesco punta al delisting della società italiana: qualora non dovesse arrivare sul mercato, pronta una fusione per ottenerlo. Nasce un colosso mondiale

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MILANO - A un anno e un mese di distanza dall'annuncio ufficiale, parte l'Offerta pubblica di acquisto della tedesca HeidelbergCement (attraverso la controllata HeidelbergCement France) sul 55% delle azioni di Italcementi quotate a Piazza Affari. Il 28 luglio del 2015, infatti, Heidelberg annunciò l'intesa con la Italmobiliare dei Pesenti per rilevare il 45% dell'azienda in mano alla holding della famiglia bermasca a un prezzo di 10,6 euro per azione. Quello stesso prezzo sarà offerto dal 29 agosto ai singoli azionisti dell'azienda italiana, che incasseranno così un premio del 70,7% rispetto al prezzo medio ponderato di Borsa degli ultimi tre mesi delle azioni Italcementi antecedenti l'annuncio. Il colosso tedesco acquisterà anche l'1,1% di azioni proprie detenuti dalla società italiana.

Il valore dell'operazione, in caso di adesione totalitaria da parte di tutti gli azionisti Italcementi, sarà dunque di 2 miliardi di euro, che lievitano a circa 3,7 miliardi se si considerano anche gli 1,67 miliardi girati a Italmobiliare per il pacchetto di controllo (con plusvalenza annessa di circa 800 milioni e reinvestimento per diventare il secondo azionista di Heidelberg). Per farvi fronte, oltre alla liquidità disponibile il colosso tedesco ha ricevuto un finanziamento ponte da alcune banche. L'enterprise value di Italcementi supera così i 6 miliardi e mezzo, considerando anche debiti e altre voci.

Il periodo di adesione all'Offerta va dal 29 agosto al 30 settembre. L'operazione tedesca è finalizzata al delisting da Piazza Affari, che permetta quindi l'integrazione delle attività del gruppo Italcementi e del gruppo HeidelbergCement. Nel documento dell'Offerta si specifica che "qualora il delisting non fosse raggiunto al termine dell'Offerta, l'Offerente considererà l'opportunità di procedere alla fusione di Italcementi con l'Offerente o la fusione di Italcementi con un'altra società non quotata del Gruppo HC, con conseguente Delisting dell'Emittente (la "Fusione") e/o altre cessioni, scissioni, aggregazioni di società del Gruppo Italcementi con società del Gruppo HC al fine di integrare pienamente le attività di Italcementi anche nei mercati locali nel Gruppo HC". Il corrispettivo verrà messo in pagamento il 7 ottobre, salvo proroghe. L'offerta non è sottoposta a condizioni d'efficacia: qualora superi il 90% di adesioni, ma non il 95%, Heidelberg non si impegna a ricostituire un flottante sufficiente a consentire il regolare svolgimento degli scambi. Qualora invece superi il 95%, si avvarrà del diritto di acquisire tutti i titoli rimasti.

Soltanto poche settimane fa il gruppo tedesco ha completato una serie di cessioni che erano richieste per concludere l'acquisizione dell'azienda tricolore: ha ceduto negli Usa la fabbrica di cemento a Martinsburg, in West Virginia, e otto terminali di cemento legati al produttore colombiano Cementos Argos per 660 milioni di dollari. Anche in Europa, l'Antitrust aveva chiesto di eliminare alcune sovrapposizioni in Belgio.

Il nuovo gruppo che nascerà dalla fusione dei due gruppi sarà primo al mondo nel settore degli aggregati (275 milioni di tonnellate di vendite), al secondo nel cemento (capacità produttiva di circa 200 milioni di tonnellate) e al terzo nel calcestruzzo (vendite pari a 49 milioni di metri cubi). Il fatturato pro forma del 2015 sfiora i 18 miliardi di euro, la stima di ricavi combinati al 2019 supera i 20 miliardi e quella del margine operativo lordo (ebitda) i 5 miliardi, dai 3,2 pro forma dell'anno scorso. I tedeschi si aspettano sinergie da 400 milioni dalle nozze: con oltre 60mila dipendenti, il nuovo gruppo opererà in circa 60 Paesi.