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Italgas torna a Piazza Affari: Snam la quota il 7 novembre

Il socio di maggioranza si fa da parte e scende al 13,5 per cento, mentre la Cassa Depositi Prestiti sarà il punto di riferimento con il 26,6 per cento. Ruolo-chiave in mano agli investitori: la società vuole crescere al 40% del mercato, agli azionisti la scelta se puntare sullo sviluppo o monetizzare

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LONDRA - A volte ritornano. Dopo tredici anni di assenza, Italgas fa il suo secondo debutto a Piazza Affari. La data da segnare sul calendario è quella del 7 novembre, quando comincerà la nuova vita dell'azienda che porta il metano nelle case di circa un terzo degli italiani. E sara' uno dei debutto più attesi dell'anno in tutta Europa, visto che la capitalizzazione del società potrebbe aggirarsi tra i 3,5 e i 4 miliardi di Borsa.
Una nuova vita a tutti gli effetti, societaria ancora prima che finanziaria. A decidere la quotazione in Borsa, tredici anni dopo il delisting, e' stato il gruppo Snam, che ha ereditato il ramo di azienda della distribuzione locale del gas dopo lo scorporo da Eni.
Lo stesso avviene ora per Italgas: il socio di maggioranza si fa da parte e scende al 13,5 per cento, mentre il nuovo azionista di riferimento sarà la Cassa Depositi Prestiti, con il 26,5 per cento. Decisivo sarà comunque il mercato,  visto che al primo giorno di quotazione gli azionisti Snam avranno in mano un titolo Italgas per ogni cinque titoli posseduti.
Per questo motivo, la quotazione viene lanciata oggi a Londra dall'amministratore delegato Paolo Gallo, la principale piazza finanziaria europea: per convincere gli investitori a non monetizzare e rimanere azionisti convinti dal piano industriale della società. 
E quali sono gli obiettivi di Italgas? Oltre ai due miliardi di investimenti al 2019, raggiungere una quota di mercato del 40 per cento in Italia, grazie alle gare da qui ai prossimi tre anni verranno bandite nella distribuzione del gas nei 177 ambiti "locali" in cui e' stato suddiviso il nostro paese. Ed essendo una attività regolata, con un rendimento assicurato (intorno al 6 per cento) si tratta - sulla carta - di un investimento tipico da fondo assicurativo e/o pensionistico, nonostante l'alea borsistica, di cui si va in caccia di questi tempi di tassi zero.
"In Italia non solo siamo leader di mercato - ha detto l'ad Paolo Gallo agli analisti riuniti riuniti Londra - ma siamo anche in grado di fare offerte che porteranno più efficienza al sistema. Perché il settore ha bisogno di essere consolidato: tranne la Germania, che ha un mercato completamente diverso,  nel resto d'Europa non ci sono così tanti operatori come in Italia: il 76 per cento delle aziende e' piccola o molto piccola. Sono sicuro che Italgas darà il suo contributo a una riorganizzazione positiva di tutto il settore, perché a differenza di altri ha le capacità industriali e le risorse finanziarie".
Gli investimenti non riguarderanno soltanto le reti: nel prossimo triennio verranno sostituiti ben 4,7 milioni di contatori rispetto agli 8 milioni totali, di cui 40mila ai grandi consumatori: si tratta di apparecchi elettronici più efficienti cui cui sarà possibile controllare al meglio i consumi e, si spera, permettere ai clienti qualche risparmio in più in bolletta. Gli investimenti in contatori passeranno così dal 31 al 43 per cento del totale.
 
Come anticipato, la quotazione porterà in Borsa una società che dovrebbe capitalizzare tra i 3,5 e i 4 miliardi: il prezzo finale lo farà il mercato con la campanella di inizio contrattazioni.  Gli azionisti Snam dovranno decide se vendere il titolo e fare cassa oppure scommettere sulle prospettive della società. Italgas, ovviamente, spera che la domanda superi l'offerta.