Economia

Luxottica, Del Vecchio sì al referendum

Il patron di Luxottica scende in campo al fianco del premier Matteo Renzi nel voto pro referendum. Per la banche?: "Non servono gli aumenti di capitale". Confermate le previsioni del 2016

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MILANO - "Al Referendum io voterò sì, perché penso che sia meglio fare poco che per 30-40 anni non fare nulla". Lo ha detto Leonardo Del Vecchio, il patron di Luxottica, intercettato dai cronisti nel centro di Milano. "Speriamo che non succeda" instabilità politica o finanziaria, ha aggiunto Del Vecchio, interpellato anche sui rischi derivanti dal risultati del referendum. Comunque - ha aggiunto -  "dopo tanti anni che non si fa niente, fare qualcosa è meglio che non fare nulla".

Del Vecchio, prima di entrare nel consiglio di amministrazione, che oggi ha deliberato i risultati del gruppo, è intervenuto anche sul settore bancario. "Non so se sia necessario. Oggi a cosa serve il capitale alle banche? Non credo che abbiano bisogno di capitale, la mania oggi è fare aumenti di capitale", ha risposto ai giornalisti sul prossimo aumento di capitale da parte di Unicredit, del quale il fondatore di Luxottica è azionista con circa il 2% delle quote. E ancora: "Mediobanca continua a essere quello che è, non è che conti qualcosa la quota di Unicredit", ha affermato Del Vecchio, aggiungendo che "ormai i salotti non è che servano tanto". E sulla partecipazione in Unicredit: "Io resto così tranquillo, la lascerò ai miei figli che decideranno cosa farne". "Così farò anche per la partecipazione in Generali", aggiunge Del Vecchio. "Sarebbe una buona idea, invece, se Unicredit nell'ambito del piano di dismissioni, scegliesse di cedere la metà di Pioneer".

Quanto ai risultati del gruppo, nel terzo trimestre dell'anno Luxottica ha registrato ricavi a 2.225 milioni, in crescita rispetto allo stesso periodo del 2015 del 3,5% a cambi costanti e del 3,2% a cambi correnti. Il fatturato della divisione Wholesale è in calo del 3,2% a cambi correnti a 800 milioni (-3,6% a cambi costanti), mentre quello della divisione Retail sale del 7,2% a cambi correnti a 1.425 milioni (+7,9% a cambi costanti). Confermato l'outlook per il 2016.