MILANO - La partenza della riforma delle Bcc, con la presumibile nascita di due gruppi (Iccrea e Cassa Centrale più il gruppo provinciale di Bolzano) è prevista nel corso del 2017. La Banca d'Italia ha infatti emanato oggi le norme di attuazione della legge di riforma di febbraio e a Via Nazionale ci si attende che già all'inizio del prossimo anno - o anche prima - arrivino le istanze di costituzione per arrivare alla partenza entro 6-12 mesi, ben prima quindi del termine massimo fissato al maggio 2018. Si punta a far presto anche per sfruttare i vantaggi della riforma.
La Banca d'Italia non "tifa per la costituzione di un gruppo delle Bcc o di due", ma baderà a che quelli che nasceranno con la riforma arrivino presto, già nel 2017 e siano soprattutto "robusti". Lo affermano fonti della Banca d'Italia commentando il varo delle norme di attuazione della riforma Bcc. "Non ragioniamo in astratto se siano meglio uno o due, l'importante è che siano robusti. E visto che non si parla di 10 gruppi ma di uno, due o, al massimo, tre, non ci sono preclusioni di principio" spiegano.
Anche le Bcc 'virtuose' che formeranno parte dei gruppi nati dalla riforma non potranno essere autonome rispetto ai poteri di coordinamento e controllo della capogruppo e così le subholding che si potranno costituire, saranno limitate a supporti operativi e non saranno un centro ulteriore di potere. E' quanto prevedono le norme di attuazione varate dalla Banca d'Italia per la riforma del credito cooperativo che prevede la nascita di uno o più gruppi guidati da una capogruppo. In particolare secondo Via Nazionale l'autonomia di soggetti, seppur virtuosi, sarebbe incompatibile con il concetto stesso di gruppo bancario e così la subholding non potrebbe operare come capogruppo dei sottogruppi territoriali.
La Banca d'Italia non "tifa per la costituzione di un gruppo delle Bcc o di due", ma baderà a che quelli che nasceranno con la riforma arrivino presto, già nel 2017 e siano soprattutto "robusti". Lo affermano fonti della Banca d'Italia commentando il varo delle norme di attuazione della riforma Bcc. "Non ragioniamo in astratto se siano meglio uno o due, l'importante è che siano robusti. E visto che non si parla di 10 gruppi ma di uno, due o, al massimo, tre, non ci sono preclusioni di principio" spiegano.
Anche le Bcc 'virtuose' che formeranno parte dei gruppi nati dalla riforma non potranno essere autonome rispetto ai poteri di coordinamento e controllo della capogruppo e così le subholding che si potranno costituire, saranno limitate a supporti operativi e non saranno un centro ulteriore di potere. E' quanto prevedono le norme di attuazione varate dalla Banca d'Italia per la riforma del credito cooperativo che prevede la nascita di uno o più gruppi guidati da una capogruppo. In particolare secondo Via Nazionale l'autonomia di soggetti, seppur virtuosi, sarebbe incompatibile con il concetto stesso di gruppo bancario e così la subholding non potrebbe operare come capogruppo dei sottogruppi territoriali.