MILANO - Le tre gambe del piano Mediobanca al 2019 poggiano su un assunto generale: in futuro ci saranno meno ricavi e più bisogno di capitale (perché i requisiti regolamentari sono crescenti). Quindi per fare i banchieri - e farlo guadagnando - occorre puntare su attività che assorbano poche risorse, almeno relativamente parlando, e garantiscano al contrario ritorni economici adeguati. Se il costo del capitale è 10, i ritorni devono essere almeno 12, è la logica.
Le scelte compiute da Piazzetta Cuccia quindi premono l'acceleratore sulla divisione Wealth management (la gestione dei risparmi dei Paperoni, da 5 millioni in su, ma non solo, basti pensare a Che banca!) che dovrebbe garantire il 40% delle commissioni di gruppo, continuando con la focalizzazione su Compass, credito al consumo, che già ora rappresenta il 70-80% del margine di interesse di Mediobanca, passando per la gestione degli Npl - altrui, ovviamente - dove si punta al raddoppio dei volumi trattati, in tre anni.
Insomma, dalle attività bancarie arriverà un contributo al risultato operativo intorno all'80%, rispetto al 60% attuale e viceversa: l'80% del capitale sarà allocato nel settore banking. E le partecipazioni? Verranno ulteriormente alleggerite, compresa una quota minima da vendere del 3% di Generali (ma anche di più se varrà la pena). E l'attività di banca d'affari? Continuerà, ma con moderazione, sarà sempre meno il punto di forza di Mediobanca. E la crescita, per acquisizioni, sarà sempre più proiettata sull'asset management, sia per la produzione, sia per la distribuzione. Tempi moderni, anche a Piazzetta Cuccia.
Le scelte compiute da Piazzetta Cuccia quindi premono l'acceleratore sulla divisione Wealth management (la gestione dei risparmi dei Paperoni, da 5 millioni in su, ma non solo, basti pensare a Che banca!) che dovrebbe garantire il 40% delle commissioni di gruppo, continuando con la focalizzazione su Compass, credito al consumo, che già ora rappresenta il 70-80% del margine di interesse di Mediobanca, passando per la gestione degli Npl - altrui, ovviamente - dove si punta al raddoppio dei volumi trattati, in tre anni.
Insomma, dalle attività bancarie arriverà un contributo al risultato operativo intorno all'80%, rispetto al 60% attuale e viceversa: l'80% del capitale sarà allocato nel settore banking. E le partecipazioni? Verranno ulteriormente alleggerite, compresa una quota minima da vendere del 3% di Generali (ma anche di più se varrà la pena). E l'attività di banca d'affari? Continuerà, ma con moderazione, sarà sempre meno il punto di forza di Mediobanca. E la crescita, per acquisizioni, sarà sempre più proiettata sull'asset management, sia per la produzione, sia per la distribuzione. Tempi moderni, anche a Piazzetta Cuccia.