Economia

Matteo Renzi come la Fiat 126

Il premier è intervenuto all'assemblea dell'Anfia che si è svolta presso lo stabilimento della Fiat a Cassino: "Se avessero vinto anni fa quelli del no, del blocchiamo tutto, oggi qui non ci sarebbe un'azienda che occupa 4.300 dipendenti"

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CASSINO - La parabola di Matteo è quella della Fiat 126. Auto che suscita nostalgia ma che non può spingerci a "rimanere bloccati sul passato". Il futuro sono i nuovi modelli dell'Alfa Romeo che, al posto dell'antica 126, vengono costruiti nel stabilimento rinnovato di Cassino. La parabola è di semplice traduzione: come l'industria dell'auto, anche il Paese ha bisogno di ripartire "e non può rimanere ancorato alle nostalgie del passato". Renzi sceglie Marchionne? Non è un problema di rapporto tra vip o di scelta di campo a favore dei mercati: "I mercati finanziari se la cavano sempre, è il ceto medio che deve arrivare a fine mese". Il premier non cita esplicitamente il sindacato ma il parallelo è evidente: "Se avessero vinto anni fa quelli del no, del blocchiamo tutto, oggi qui non ci sarebbe un'azienda che occupa 4.300 dipendenti". Non è un caso se la Cgil che dal 2010 ingaggiò con Fiat la più dure delle battaglie sindacali è la stessa organizzazione che oggi è schierata per il No al referendum insieme a Grillo, Berlusconi e Lega. Renzi concede che tra i fautori del N0 ci siano anche "persone animate dalle migliori intenzioni" ma sono appunto rimaste ferme al passato. Alla nostalgia dell'antica 126 "del 'si stava meglio allora' anche se poi è tutto da dimostrare", va opposta "una visione che guarda al futuro dell'industria e dei nostri figli. Così la revisione costituzionale diventa una specie di riforma 4.0 per far ripartire il paese.